Sanità, si rompe il fronte anti-Saitta
22:38 Mercoledì 17 Dicembre 2014 0Resta solo il sindaco di Tortona Bardone a combattere contro la riorganizzazione ospedaliera. I colleghi dell’Alessandrino non sottoscrivono la richiesta di moratoria per Chiamparino. Si avvicina il ricorso al Tar. E su facebook attacchi all’assessore dal Vco
Resta solo il sindaco di Tortona Gianluca Bardone a combattere contro la Regione e la riorganizzazione della rete ospedaliera che penalizza il suo ospedale. Così, rimasto isolato, potrebbe ben presto abbandonare la strada della trattativa politica per intraprendere quella delle carte bollate. Nella riunione con i colleghi di Alessandria, Novi Ligure, Ovada, Casale Monferrato (peraltro anch’essi del Pd come Bardone), Acqui Terme e Valenza il fronte anti-Saitta si è definitivamente rotto, con i primi cittadini dell’Alessandrino che si sono rifiutati di firmare la lettera in cui chiedere a Sergio Chiamparino di “sospendere formalmente la individuazione degli ospedali citati quali sede di Dea di primo livello sino al completamento dell’istruttoria che lei ha affidato al direttore Moirano, e di adottare la scelta sulla base delle risultanze della stessa istruttoria, con un provvedimento motivato e distinto dal piano, che lo vada ad integrare e specificare”. Una retromarcia che, se da un lato lascia isolata Tortona, dall’altra apre la via a quel ricorso alla giustizia amministrativa che semmai venisse accolto metterebbe a rischio l’attuazione dell’intera riforma regionale .
“La richiesta, che avrebbe dovuto essere sottoscritta da tutti i sindaci e accolta dalla giunta regionale, si proponeva di consentire che le verifiche potessero svolgersi in clima totalmente costruttivo e senza la spada di Damocle della definitività del Piano, che si avrà con la scadenza del termine per la proposizione del ricorso al Tar il prossimo 17 gennaio. – spiega il sindaco di Tortona - Ho invitato i colleghi sindaci ad aderire e sottoscrivere, ottenendo un cortese diniego”. Insomma tutti uniti, purché non si rischi di rimettere in discussione quanto garantito a oggi dal piano. Con Novi Ligure c’erano già state frizioni, tra le due amministrazioni locali sia pure entrambe saldamente in mano al Pd.
Gli altri sindaci, alla proposta della moratoria avanzata da Bardone, hanno detto “no”, forse per timore che rimettere in discussione la rete del territorio alessandrino potesse riservare per i loro ospedali alcune conseguenze non gradite. Sono, naturalmente, soltanto ipotesi. Una certezza è invece la via del Tar per Tortona: “A questo punto si rende inevitabile la proposizione del ricorso al giudice amministrativo, entro i termini di legge, e per questo lunedì prossimo il consiglio comunale sarà chiamato a decidere in merito al conferimento del mandato a procedere” spiega Bardone che annuncia di aver “preso immediati contatti con l’avvocato Paolo Scaparone per assicurare il corretto svolgimento della procedura”. E se il sindaco definisce “incomprensibile” la decisione dei suoi colleghi di non chiedere la sospensione, come peraltro fatto per gli ospedali di Verbania e Domodossola, un tentativo di abbassare i toni arriva dal presidente della commissione Sanità di Palazzo Lascaris, Domenico Ravetti, che sia pure per pochi giorni ancora è il segretario alessandrino del Pd. “Il direttore della sanità regionale Fulvio Moirano ha assicurato la sua presenza sul territorio alessandrino entro metà gennaio per un ulteriore approfondimento tecnico così come indicato dal presidente Chiamparino –afferma - . Ancora una volta ritengo fondamentale la chiarezza preliminare dei dati che definiranno le gerarchie tra i vari presidi ospedalieri”.
Qualche spazio di manovra (anche) per evitare che la riforma finisca sospesa o bocciata dai giudici? Può essere. Sempre Ravetti indica un altro appuntamento per la road map sanitaria nel non facile territorio alessandrino: “L’assessore Saitta si è detto disponibile a incontrare la rappresentanza dei sindaci e dell’Asl: la data è già fissata, il 19 gennaio. Da lì in poi – commenta Ravetti – spero che sulla definizione della nuova rete ospedaliera e sulla inderogabile integrazione tra ospedali e territori possa risultare chiaro che l’ambito delle decisioni comprenderà in un unico quadrante la provincia di Asti e quella di Alessandria. Per tale ragione sarebbe opportuno che il confronto con i nuovi gruppi dirigenti delle Aziende sanitarie regionali avvenisse contemporaneamente con le rappresentanze dei sindaci dell’alessandrino e dell’astigiano”.
Ma da Alessandria al Vco non mancano i grattacapi di Saitta che sta scontando la decisione di sbarcare sui social network con una sequela di critiche giunte proprio via facebook anche dai suoi stessi compagni di partito. L’ultimo caso è quello del deputato ossolano Enrico Borghi, il quale attraverso un articolato post prende di mira non solo Saitta ma anche il direttore Moirano cui l’assessore appalterebbe “funzioni di natura politica del tutto improprie” e nell’invocare “qualche proclama di meno e qualche confronto in più” chiede ai vertici di corso Regina come intendano articolare la specificità montana del Vco in materia sanitaria. Saitta per ora si limita a registrare una “perdita di lucidità” del deputato ossolano, che tuttavia resta sul piede di guerra.


