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In Piemonte si vive male, a Torino peggio

Nell'annuale rapporto sulla qualità della vita di Italia Oggi la regione nel complesso peggiora la propria posizione. In calo anche Cuneo che pur resta la provincia migliore. Solo Asti e Biella in controtendenza. Precipita il capoluogo dal 49° al 65° posto

Come si vive in Piemonte? Non benissimo e comunque peggio di un anno fa. A decretare il poco lusinghiero trend è la 16esima edizione dell’indagine sulla “Qualità della vita” condotta dall’università La Sapienza di Roma per Italia Oggi. Con l’eccezione di Asti e Biella tutte le province subiscono un declassamento più o meno marcato, mentre per Torino è una vera e propria débâcle: passando in un anno dalla 49ᵃ posizione alla 65ᵃ. Inoltre il capoluogo precipita al fondo della classifica relativa alla criminalità: 101° posto su 110.

 

Risultato negativo anche per Cuneo che, piazzandosi all’11ᵃ posizione resta la provincia piemontese “più vivibile”, retrocede rispetto al 4° posto dello scorso anno, pur restando nella top ten italiana nel ranking “Affari e lavoro”. Calano Verbania (alla 23ᵃ posizione dalla 19ᵃ), Novara (38ᵃ da 35ᵃ), Vercelli (49ᵃ da 36ᵃ) e Alessandria (60ᵃ da 56ᵃ). Risalgono qualche scalino solo Biella che dal 46° posto del 2013 raggiunge il 37° e Asti che migliora di sette posizioni e si colloca al 52° posto.

 

Pur con tutti i limiti e le riserve di questo tipo di ricerche, si tratta di un’ulteriore conferma del precario stato di salute del Piemonte. Come si ricorderà, infatti, anche la ricerca “gemella”, quella condotta dal Sole 24 ore aveva sottolineato, nella sua ultima edizione, un progressivo arretramento: Torino è ancora più in basso, al 52° posto e sempre per le note dolenti relative a microcriminalità (ultima al 107° posto), costo della casa (100°), ecologia (62°). E sebbene anche per il quotidiano della Confindustria sia Cuneo la provincia più virtuosa la piazza più in basso, alla 22ᵃ posizione. Stesso discorso per il Verbano Cusio Ossola che pur guadagnando in un anno 17 scalini è “solo” 39ᵃ. 

 

A livello nazionale è quella di Trento la provincia che ha registrato i più elevati livelli di qualità della vita nel 2014, risultato  rilevante, in quanto è ottenuto per il quinto anno consecutivo. Carbonia-Iglesias è invece ultima classificata, Come fanno notare i ricercatori dal report viene fuori un’Italia divisa in due. Lo studio evidenzia un moderato arretramento nelle province italiane: nel 2014 sono 55 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 59 su 110 della passata edizione.

 

 

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