BARUFFE CHIOZZOTTE

Sanità, fronda cuneese contro l’assessore

Saitta tagliato fuori dall’asse tra il direttore dell’Asl Cn2 e il deputato Monchiero. Escluso dal convegno sull’ospedale di Verduno la prende piuttosto male: “Questa è autoreferenzialità”. Presente, invece, il suo direttore (con i vertici del Ministero)

Tensione al calor bianco tra l’assessore alla Sanità Antonio Saitta e il direttore dell’Asl Cn2, Francesco Morabito. Un livello di frizione, quello raggiunto, che sarebbe addirittura sfociato in un’offerta (non si sa quanto convinta) di dimissioni del manager alla quale il vertice di corso Regina avrebbe risposto con un durissimo “tragga lei le conclusioni”. A portare allo scontro e a far descrivere, da chi era loro vicino al momento della telefonata, un Saitta lontanissimo dal suo proverbiale aplomb, è stato quello che in Regione viene considerato niente di meno che uno sgarbo inaccettabile, condito da neppure troppo nascosti ammiccamenti politici. Tutto ruota attorno a un convegno organizzato dall’Asl cuneese per lunedì prossimo, dal titolo “Integrazione ospedale e territorio: l’unica soluzione possibile. Verduno: un ospedale nel e del territorio” (GUARDA LA LOCANDINA).

 

Morabito lo ha organizzato, ha invitato i relatori, individuato i temi di discussione, tutto senza dire nulla all’assessore regionale. Non solo. Ha stabilito di fare il convegno proprio il lunedì mattina quando è noto a tutti si riunisce da giunta regionale e sarebbe stato  quindi estremamente improbabile poter contare sulla presenza di Saitta. Semmai qualcuno lo avesse invitato. Uno sgarbo tanto più intollerabile, come fanno notare in assessorato, se si tiene conto che all’auditorium di Bra, sede del convegno, tra i relatori figura anche il direttore generale della programmazione del ministero della Salute, Renato Alberto Botti. Si è mai visto che un assessore non partecipi a un incontro, sul suo territorio, dov’è presente un rappresentante del ministro? Ma non è tutto. Già, perché tra coloro invitati a tenere una relazione, spunta guarda caso proprio il predecessore di Morabito al vertice dell’Asl, quel Giovanni Monchiero oggi deputato di Scelta Civica e componente della Commissione Sanità a Montecitorio. Nominato dalla giunta Cota a capo dell’azienda sanitaria che sovrintende all’Albese e al Braidese, Monchiero, una volta eletto in Parlamento, abbandona la poltrona ma, sussurrano nella provincia Granda, non la sua influenza sulla sanità delle sue zone. Al suo posto il 9 maggio del 2013 arriva un suo fedelissimo, qualcuno dice il suo alter ego: ovvero, Morabito. Il tema affidato a Monchiero, nel programma di lunedì, è di quelli da far invidia per originalità: “L’ospedale nel territorio”. Ma basta e avanza per riservare un posto in prima fila all’onorevole montiano.

 

Il caso esplode in mattinata, nella telefonata tra il direttore e l’assessore. Con quest’ultimo rammaricato di aver riconfermato, appena lo scorso 9 febbraio, Morabito nella sua funzione di direttore generale in occasione della scadenza di metà mandato. Già, perché colui che viene indicato come l’uomo di Monchiero al vertice della sanità cuneese rimarrà in sella ancora per un anno e mezzo, evitando le forche caudine delle selezioni ancora in corso da parte della troika di esperti per formare l’elenco degli idonei a governare le aziende dal prossimo 1 maggio.

 

In corso Regina c’è già una lettera pronta a partire per Cuneo. “Ho imparato ad apprezzare l’autonomia che i vertici delle aziende sanitarie esercitano, soprattutto quando è sostanziata dall’indispensabile condivisione di obiettivi e programmi con la Regione Piemonte, che intende mantenere saldo il compito della programmazione, tanto spesso disatteso nel passato con i risultati nefasti che la giunta Chiamparino ha ereditato, più che mai in campo sanitario” è il senso della missiva di Saitta, ma poi arriva la bacchettata: “Ancora una volta temo che la sua autonomia abbia sconfinato nell’autoreferenzialità” facendo cenno a quei tavoli di lavoro annunciati dal direttore dell’Asl come prosieguo del convegno. “Le ricordo che la Regione sta lavorando alla stesura del piano regionale per la rete di assistenza domiciliare che sarà condiviso con gli amministratori dei territorio piemontese, le associazioni, le parti sociali, il terzo settore entro il mese di aprile per potervi dare poi attuazione di pari passo con la revisione della rete ospedaliera piemontese”  è un ulteriore passo della reprimenda. Che non conclude, affatto,  la questione. Già, perché se non aveva detto nulla a Saitta e aveva programmato il convegno il giorno in cui si riunisce la giunta regionale, Morabito ha però inserito tra i relatori un altro cuneese, il direttore della Sanità regionale, il braccio operativo dell’assessore, ovvero Fulvio Moirano.  Quest’ultimo non lo sapeva? Non ne ha parlato con Saitta? Un altro pastrocchio in salsa cuneese? Chissà.  “La politica della Regione Piemonte per integrare l’ospedale e il territorio”, il tema affidato a Moirano. Una relazione che sembra proprio salterà via dalla scaletta per evitare ulteriori imbarazzi. “Il direttore generale dell’assessorato lunedì mattina porterà i miei saluti al direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della salute Renato Botti e le mie scuse – si legge ancora nella lettera che è stata indirizzata da Saitta al direttore della Asl e che lo Spiffero è in grado di riportare -  per non essere presente ad un appuntamento che avete organizzato senza concordare la data e scegliendo proprio il giorno e le ore del lunedì mattina tradizionalmente dedicate alla seduta di giunta regionale”.  Come a dire, Moirano ci sarà, ma solo per rispetto del direttore ministeriale. Il resto rimane un piatto indigeribile per Saitta. 

print_icon