Made in Piemonte bandito da Caselle
18:29 Martedì 17 Marzo 2015 5Lasciate fuori dallo scalo di Torino le imprese locali e i prodotti tipici della regione. Il cambio di rotta dopo l'assegnazione dell'area duty free alla tedesca Heinemann. Valle (Pd): "Perdiamo un'importante occasione di promozione locale"
È la nostra porta verso il mondo, ma anche il salone d’ingresso per chi arriva a Torino. Eppure coloro che approdano nello scalo torinese Sandro Pertini si scordino di poter trovare i prodotti tipici del territorio e le piccole imprese artigiane che fino allo scorso anno caratterizzavano lo spazio duty-free dell’aeroporto di Torino Caselle. E pazienza se siamo nell’anno dell’Expo e se proprio da quella porta centinaia di visitatori attratti dalla grande esposizione milanese, raggiungeranno il capoluogo subalpino per scoprirne le peculiarità. Al loro arrivo potrebbero tranquillamente immaginare di trovarsi a Roma o Bergamo: il made in Piedmont è bandito. Un controsenso? Molto probabilmente sì, anche perché per anni nell’aeroporto di Torino hanno trovato posto oltre 50 imprese locali, messe fuori dalla tedesca Heinemann, che ha vinto la gara per la gestione dello spazio duty free, in altre parole la zona franca dell’aeroporto. La questione è stata oggetto di un question time presentato dal consigliere regionale Pd Daniele Valle.
«Il duty free di Caselle – spiega Valle – ospitava in passato numerose imprese torinesi e piemontesi il cui fatturato in aeroporto superava il milione di euro; si trattava principalmente di prodotti del settore alimentare e artigianale, ora questi articoli sono scomparsi a favore di multinazionali e marchi esteri. Le associazioni artigiane – rimarca – hanno sollevato il problema anche perché in vista dell’Expo 2015, e degli eventi di interesse mondiale presenti a Torino, si perderebbe un’importante occasione di promozione locale». Il problema è che, soprattutto dopo i recenti passaggi societari che hanno sempre più depotenziato la partecipazione pubblica, «non esiste la possibilità di un intervento diretto» come spiega il vicepresidente Aldo Reschigna. La Regione proverà a sensibilizzare Sagat sulla questione, ma senza alcuna possibilità di imporre una scelta precisa. «Ritengo importante – conclude Valle – la condivisione da parte della Regione Piemonte del merito del problema, sarebbe un’occasione persa quella di non utilizzare gli spazi dell’aeroporto come vetrina di promozione del territorio».
Secondo i dati riportati da Sagat, pur in assenza delle imprese locali, non mancano i prodotti tipici del Piemonte: i soli vini della regione rappresentano il 27,6% della superficie espositiva, le confetture oltre il 50 per cento, il cioccolato occupa il 21%. Nei prossimi giorni la Regione si farà promotrice di un incontro con le associazioni di categoria , «con le quali avviare un canale di dialogo sul tema» chiude Reschigna.


