BUONI & CATTIVI

Lega attacca don Ciotti sull’immigrazione

Iniziativa del Carroccio contro le politiche della "sinistra radical chic": raccolta firme in Piemonte. Per Cota "i veri discriminati sono i cittadini italiani". E la capogruppo in Regione Gancia sferza i silenzi della Chiesa e del fondatore del Gruppo Abele

I discriminati siamo noi - gli italiani, i piemontesi, i cittadini residenti – penalizzati rispetto agli immigrati. È quanto sostiene la Lega Nord che nel prossimo fine settimana allestirà 150 gazebo in tutta la regione per sostenere la campagna “Chiedo asilo anch’io”: una raccolta firme che vuole denunciare la disparità di trattamento nei confronti delle fasce più basse della popolazione. “Siamo stufi di questa discriminazione al contrario”, tuona il segretario del Carroccio piemontese Roberto Cota, che parla di falsità della sinistra sul tema dell’immigrazione: “Con l'operazione Mare Nostrum gli immigrati sono quadruplicati tra il 2013 e il 2014 raggiungendo le 170mila unità, ma soltanto uno su 10 di coloro che arrivano in Italia ottiene lo status di rifugiati”. Falso per l’ex governatore che si tratti in gran parte di donne e bambini: “al 92% sono uomini e al 94% maggiorenni”. E sui capi Rom la pensa esattamente come il leader Matteo Salvini: “Vanno rasi al suolo”: chi vuole tenerli aperti “si assume la responsabilità politica e morale, anche nei confronti dei bambini che vivono in condizioni molto difficili”. Per Cota è inutile girarci attorno: “Che cosa dobbiamo ancora aspettare? Un’altra visita in Lungo Stura Lazio per vedere questi bambini che giocano nudi assieme a ratti lunghi così? Chi ha responsabilità e ruolo ha il dovere di prendere le cose per quelle che sono, e parlo di responsabilità a tutti i liveli, politiche, sociali e religiose, non si può far finta di niente”.

 

E Torino “è una città simbolo” di questa ipocrisia “dove c’è una grande distanza tra le nostre posizioni, che speriamo possano aggregare tutto il centrodestra, e quelle della sinistra che ha sempre girato la testa dall’altra parte, con frasi vuote, retoriche, o posizioni da radical chic”. Posizioni, osserva Cota, che difendono l’immigrazione selvaggia “e non la nostra identità”. Tesi sostenute anche dalla capogruppo leghista in Regione Gianna Gancia, presente alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa - assieme al segretario provinciale Alessandro Benvenuto - che punta il dito sul silenzio di alcuni personaggi della chiesa in prima linea contro il malaffare e la criminalità, come don Luigi Ciotti, che pur dichiara di stimare: “È evidente che qui c’è un aspetto nascosto dietro all'assistenza ai nomadi e ai rifugiati, ci sono tanti centri gestiti da coop rosse e da associazioni legate alla chiesa che lucrano”. Un'altra gaffe per l'ex presidente della Provincia di Cuneo, con la lingua più veloce del pensiero, proprio a pochissimi giorni da quella sui morti di Tunisi.