PALAZZO CIVICO

Torino, 20 milioni alla Cultura Mentre Fassino taglia su tutto

L'assessore Braccialarghe prepara cinque delibere con contributi a chiunque, dallo Stabile all'Hiroshima. Atti da presentare in gran fretta prima che vengano approvati i nuovi regimi dell'esercizio provvisorio. Un blitz atteso nella giunta di domani

Al Comune di Torino si tira la cinghia e ci si prepara a un altro anno a pane e acqua, ma mentre c’è chi risparmia e tiene da parte quelle poche risorse disponibili in attesa di conoscere la vera entità dei tagli, qualche cicala prova a prendere per sé tutto e subito. La cicala, nella fattispecie, risponde al nome di Maurizio Braccialarghe, potente assessore alla Cultura della giunta Fassino, gran catalizzatore (e distributore) di denari pubblici, sempre con il bene placito del primo cittadino sfruttando al meglio la sua incondizionata fiducia. Capita così che a una settimana dalla delibera con cui il titolare del Bilancio Gianguido Passoni pone i paletti dell’esercizio provvisorio, il collega della Cultura predisponga una serie di provvedimenti che elargiscono contributi per 20 milioni di euro.

 

Un passo alla volta. Martedì scorso nell’ultima riunione di giunta è stata approvata all’unanimità la delibera che istituisce l’esercizio provvisorio. Si legge: “Individuati come base di riferimento gli stanziamenti assestati all’ultimo bilancio approvato, si ritiene opportuno che, oltre al limite dei dodicesimi individuato dalla normativa, si consideri quale ulteriore limite agli impegni anche la necessità di non superare il 70% su base mensile delle somme stanziate definitive sul bilancio 2014”. Vengono così autorizzate “le sole attività ritenute prioritarie e ampliamente e adeguatamente motivate, la cui mancata realizzazione comporti un reale danno certo e grave all’ente”. Questo per far capire la delicatezza di un bilancio risicatissimo, anche per via di una serie di nuove norme nazionali, a partire da quella sull’armonizzazione finanziaria e sull’introduzione del Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde), oltre ai mancati oneri di urbanizzazione incassati sulle trasformazioni risalenti alla passata e alla presente amministrazione. Il tutto da aggiungere a una ulteriore riduzione dei trasferimenti statali che a oggi ammonta a 75 milioni e che per il momento Piero Fassino, nella sua trattativa con Matteo Renzi è solo riuscito a procrastinare a settembre. Messi tutti i numeri in colonna, Passoni stima in 160 milioni le risorse da recuperare (se non cambia nulla) rispetto allo scorso anno, non poche rispetto a un conto economico di circa 1,3 miliardi.

 

È in questo contesto che sono comparse nelle ultime ore ben cinque delibere di Braccialarghe per la giunta di domani. Nella delibera principale sono iscritti contributi per 65 enti, un fondo di dotazione da 910mila euro alla Fondazione per la Cultura (quella che i soldi dovrebbe trovarli e non succhiarli alle anemiche casse statali), ben 15 quote di partecipazione e associative. Il conto finale è di 16.450.647,00 euro.  Si va dai 2,94 milioni per il Teatro Stabile ai 985.600 euro di Turismo Torino, dai 2,87 milioni per il Teatro Regio ai 4,76 milioni alla Fondazione Torino Musei e poi una miriade di contributi a pioggia in cui non mancano i soliti noti, l’associazione culturale Musica 90 (10.500 euro), la cooperativa “Balletto dell’Esperia” (12.600 euro) e come poteva mancare l’Hiroshima Mon Amour (3.500 euro), che in una metastoria del contributo alla cultura torinese precede l’associazione Antidogma (2.100 euro) e la Rive Gauche Concerti (1.400 euro). Ovviamente tutte elargizioni urgenti di cui la Città non può fare a meno. In una delibera successiva vengono stanziati 1,4 milioni per una serie di imperdibili iniziative legate all’Expo, in un’altra ancora altri 250mila euro per il Museo Egizio, un ulteriore contributo a Turismo Torino per 480mila euro e infine un’ultima, addirittura in bianco, da 700mila euro che riporta in oggetto “Partecipazione Città di Torino presso ente espositivo Expo 2015”. Fatta la somma manca veramente poco per arrivare a 20 milioni di euro.

 

Ma attenzione, questi provvedimenti non sono iscritti all’ordine del giorno della giunta di domani, farebbero, invece, parte di quel pacchetto che in gergo viene definito “fuori sacco”, atti e delibere presentati all’ultimo, talvolta per evitare di far prendere le necessarie contromisure ai colleghi. Perché tanta fretta? Semplice: perché è necessario farli passare tutti prima che la Sala Rossa approvi i nuovi regimi dell’esercizio provvisorio (il famoso 70% sul bilancio approvato lo scorso anno). Un blitz pianificato alla fine della scorsa settimana dai vertici di via San Francesco da Paola dopodiché il direttore Aldo Garbarini ha convocato nel pomeriggio di venerdì in gran segreto i “suoi” funzionari per predisporre gli atti di cui questa mattina Lo Spiffero è entrato in possesso e che l’assessore "Abracadabra" domani si appresta a far comparire in giunta, possibilmente nel momento di massima distrazione dei suoi colleghi.

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