PALAZZO CIVICO

Torino è di Braccialarghe sull’effimero

Tutti contro Passoni in Commissione Bilancio per i 5 milioni previsti a favore dei grandi eventi del 2015. Da destra a sinistra, la preoccupazione per welfare e servizi sempre più penalizzati. La delibera va in aula con un solo voto di scarto

Grandi eventi contro welfare e servizi. Metterla giù così è un po’ come tagliare con l’accetta una questione estremamente complessa, ma rende l’idea della discussione deflagrata oggi durante la commissione Bilancio del Comune di Torino, presieduta da Alessandro Altamura. La situazione dei conti di Palazzo Civico è nota: a un bilancio già ridotto all’osso del 2014 quest’anno sono attesi ulteriori tagli che incideranno tra i 130 e i 150 milioni di euro, se intanto Piero Fassino, in qualità di presidente dell’Anci, non riuscirà a limare almeno un po’ tale cifra in sede di contrattazione con il Governo. La giunta comunale ha approvato una delibera dell’assessore Gianguido Passoni che istituisce l’esercizio provvisorio e riduce del 30 per cento il budget in capo a ogni assessorato. Insomma, arriva l’estate ma a Palazzo è come se abitasse una famiglia molto povera che si prepara a un inverno particolarmente rigido.

 

Sarà per questo che in tale scenario stridono le spese messe in preventivo per una serie di grandi eventi che investiranno Torino durante tutto il 2015. Da quelli legati alla Capitale Europea dello Sport all’Expo, dall’Ostensione della Sindone al terzo Forum Mondiale per lo Sviluppo. Il conto totale fa 5,2 milioni di euro “per soddisfare la grandeur fassiniana e dei suoi assessori” fa notare un consigliere della maggioranza. Nel dettaglio l’assessore allo Sport Stefano Gallo ha chiesto 2,5 milioni per gli eventi di Torino Capitale dello Sport (1 di questi per il mese dello sport a settembre), Maurizio Braccialarghe ha già impegnato 700mila euro per lo stand di Torino all’Expo, altri 1,4 milioni per la rassegna Expo Exto di cui fanno parte una esposizione di arte contemporanea prevista ad aprile dal titolo “Vero! L’occhio della realtà”, una programmazione speciale prevista per luglio al Teatro Regio dal titolo “The best of Italian Opere” (ma se verranno venduti almeno l’80 per cento dei biglietti il Regio rinuncerà al contributo o a una sua parte), poi ci sarà la mostra “Modus vivendi” al Museo dell’automobile e visto che Torino non sta mai ferma ad agosto ecco “The Children World”, il festival dedicato ai bambini, mentre a ottobre arriveranno “Via Dulcis” e “Nutrire la città” in cui si fonderanno cibo e cultura. Aggiungiamoci altri 500mila euro per la Sindone e qualcosina per il forum sullo Sviluppo ed ecco la somma di 5,2 milioni.

 

Da destra e da sinistra non mancano critiche e perplessità. “Così restano davvero pochi spiccioli per garantire i servizi fondamentali ai cittadini” afferma il vicepresidente dell’aula Silvio Magliano (Ncd) che poi prosegue: “Non vorrei che a fine anno ci ritrovassimo senza i soldi per il welfare, per le scuole paritarie, per gli asili”. Lo stesso refrain arriva dai banchi della maggioranza per bocca di Lucia Centillo (Pd) che si dice “preoccupata” e poi specifica: “sociale e grandi eventi non devono essere messi in contrapposizione”. E mentre il capogruppo democratico Michele Paolino chiede un atto di “fiducia e speranza nei confronti della giunta”, il vendoliano Michele Curto prova a fare due conti: Il 70 per cento di un bilancio di 1,3 miliardi corrisponde a 910 milioni. Di questi, 870 sono rappresentati dalle cosiddette spese incomprimibili (mutui, personale, utenze, ecc.). Restano 40 milioni sui quali si dovranno applicare i tagli e coi quali si dovranno fare i grandi eventi. Mi chiedo, cosa resta?”. La sensazione è che Passoni in fondo l’abbia un po’ cercato lo scontro: stufo di doversela vedere quotidianamente coi famelici colleghi abbia deciso di esporre la situazione alla Sala Rossa, quasi invocandone una reazione.  Alla fine la mozione è stata liberata per l’aula con 18 voti favorevoli e 17 contrari (tra cui Sel e l’ex Idv Giuseppe Sbriglio), con il Pd che ha annunciato che non la voterà senza un chiarimento. Ora la battaglia si sposta in Sala Rossa. 

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