DIRITTI & ROVESCI

Migranti, “è una guerra e siamo soli”

Il sindaco di Settimo Torinese Puppo sfoga tutta la sua rabbia per una situazione sempre più pesante per la sua città, anche perché "non tutti i comuni fanno la loro parte". Solo questa mattina arrivati altri 150 profughi. In Piemonte 15mila transiti da inizio anno

Un’emergenza quotidiana, anzi una guerra combattuta solo in pochi fronti. Il sindaco di Settimo Torinese Fabrizio Puppo, amministrazione guidata dal centrosinistra, poche ore dopo l’arrivo di un nuovo contingente di immigrati, sfoga la sua rabbia verso una situazione che da straordinaria è ormai diventata una triste consuetudine. “Per l’emergenza profughi, che non è più un allarme ma la quotidianità, c’è bisogno di maggiore comunicazione tra le autorità competenti afferma all’agenzia LaPresse -. E soprattutto non tutti i comuni fanno la propria parte: non può continuare a gravare tutto solo sulla nostra città. Non possiamo gestire da soli quella che è diventata una guerra”. I 150 migranti arrivati questa notte al centro polifunzionale Teobaldo Fenoglio della Croce Rossa italiana alle porte di Torino - partiti da Palermo ieri sera e sbarcati in Italia l’11 luglio scorso, provenienti da Nigeria, Gambia, Libia e Bangladesh - sono soltanto il primo contingente dei 1.300 attesi entro domenica prossima.

“Dovevano arrivare alle 8 di mattina ma sono giunti alle 2 di notte. Una settantina di loro ha dormito qui stanotte, e rimarranno da noi finché altre strutture saranno pronte ad accoglierli. Gli altri sono già stati assegnati ad altre province: Asti, Biella, Cuneo”, spiega Ignazio Schintu, comandante e responsabile del centro di Settimo. “Da qui a domenica arriveranno in totale 1.300 persone. Il Piemonte ha in carico il 7% dei migranti arrivati in Italia, lo Stato ha dichiarato la presenza di 4mila persone da inizio anno nella nostra regione. In realtà il nostro censimento da febbraio 2014 conta circa 15mila persone arrivate”, aggiunge.

Una situazione al limite del collasso: “Siamo stanchi di non essere coinvolti direttamente in queste decisioni - continua Puppo. Siamo stanchi di leggere queste informazioni solo sui giornali ed è necessario, anzi indispensabile, un coinvolgimento maggiore del Comune da parte della prefettura,  per questo motivo ci siamo impuntati e abbiamo ottenuto l’apertura di un tavolo tra prefettura, Croce Rossa, Regione Piemonte, il sindaco della città metropolitana e il Comune di Settimo”. Dall’incontro, “abbiamo ottenuto tre cose - illustra il sindaco - uno, che i numeri del nostro centro non superino la soglia media di 150; due, la fissazione in agenda di un’ulteriore convocazione che avverrà nei prossimi giorni e servirà per monitorare la situazione; tre, l’impegno della Regione di trovare altri hub sul territorio piemontese”.

Sono 200 gli ospiti fissi tutto l’anno al centro di Settimo Torinese che conta sull’impegno di 16 dipendenti e 50 volontari. “Per far fronte all’emergenza, che per le prossime settimane si prospetta sempre più grave, abbiamo lanciato un appello: in pochi giorni hanno risposto 150 persone con differenti specificità. Insegnanti, infermieri, cuochi - dichiara Schintu - sono tutti già associati alla Croce Rossa e dopo la selezione gli verrà fornita una formazione specifica, che è la base dell’accoglienza”. I migranti una volta arrivati vengono sottoposti a screening sanitario, mentre chi lascerà il centro per dirigersi in altre località della provincia farà le visite mediche di prassi nelle sedi locali della Croce Rossa a cui saranno assegnati. “Si parla tanto dei 35 euro che lo Stato dà per migrante, ma qui i soldi vengono dati all’associazione che se ne prende carico e bastano solo per i beni di prima necessità. Noi facciamo alfabetizzazione e scolarizzazione, gli insegniamo l’italiano e i fondamentali della legge italiana - prosegue Schintu - poi ci sono tutti i costi della burocrazia: solo per la richiesta del permesso di soggiorno la marca da bollo è di 16 euro, la richiesta di rinnovo altri 16. E ci sono le fototessere, e altre spese per sbrigare la documentazione necessaria alla regolarizzazione di chi arriva nel nostro Paese. È come se lo Stato prendesse i soldi dandoseli”.

Della necessità di “allargare il più possibile nei Comuni piemontesi la rete dell’accoglienza” parla pure Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte: “Per questo motivo ho inviato una lettera ai Prefetti del Piemonte per chiedere loro di avviare riunioni, a cui siamo disponibili a partecipare, con i sindaci dei Comuni delle Province, nell’ottica di intensificare gli sforzi e di individuare nuove opportunità per la gestione dell’emergenza”. Emergenza che però, come afferma il primo cittadino di Settimo, è ormai routine. “A Torino è tutto pieno, la Lombardia sta scoppiando. La Sicilia è un punto di passaggio verso il resto d’Italia e d'Europa. Se l’emergenza rispetto al 2009 è peggiorata? Dire peggio è dire poco. È drammatica - conclude Schintu – c’è addirittura carenza di pullman con cui trasportare i migranti nei vari centri italiana, e quella dei trasporti è proprio la parte gestita dallo Stato”.

 

 

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