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Csi, via libera ai partner privati

I soci del consorzio informatico piemontese approvano a larga maggioranza il piano redatto dal cda. Dialogo competitivo per aprirsi al mercato. La Regione: "Vogliamo innescare una gara al rialzo". Anche Torino si adegua - DOCUMENTO

Il Csi apre le porte ai privati. Dopo il passo falso di due settimane fa, l’assemblea dei soci, riunita nella sede di corso Unione Sovietica a Torino ha approvato l’ordine del giorno che individua nel “dialogo competitivo” lo strumento attraverso il quale il cda dovrà sondare il mercato per individuare potenziali partner. Un via libera propiziato da Piero Fassino, che questa volta ha dato mandato al suo rappresentante – il direttore Sandro Golzio – di astenersi pur partecipando alla votazione, escamotage attraverso il quale il Comune di Torino ha garantito il numero legale. All’assemblea hanno partecipato 53 enti che coprivano l’84% delle quote societarie e il provvedimento è stato approvato con 46 sì (70%) e 7 astensioni.

 

LEGGI IL DOCUMENTO APPROVATO DALL'ASSEMBLEA

 

Nell’assemblea di due settimane fa il quorum mancò per un solo voto e molti puntarono il dito proprio contro Palazzo Civico, che preferì non partecipare alla votazione: da un punto di vista tecnico perché il mandato a privatizzare deve essere ratificato dalla Sala Rossa, sul piano politico per le perplessità manifestate soprattutto da alcuni influenti assessori – Gianguido Passoni, Stefano Gallo, Giuliana Tedesco – sul metodo di selezione dei partner che “non consente alla Città di capire il perimetro e le condizioni entro cui si muove” afferma una fonte interna a Palazzo di Città.

 

Il piano prevede ora una ricognizione messa in atto dal consiglio d’amministrazione per individuare potenziali investitori economici e partner industriali: in una prima assemblea i soci individueranno i progetti ammessi alla seconda fase, quando si innescherà il vero e proprio dialogo competitivo e poi in una secondo passaggio verrà individuato il progetto migliore.

 

“Il nostro tentativo è di innescare una gara al rialzo e non al ribasso. Attendiamo i progetti e poi li valuteremo sulla base delle potenzialità di rilancio del consorzio e di salvaguardia della forza lavoro” afferma l’assessore regionale Giuseppina De Santis. Procedure che dovranno essere portate a termine in tempi relativamente brevi per evitare di “schiantarci” come paventato due settimane orsono dal governatore Sergio Chiamparino, seccato per l’esito della prima assemblea. La situazione finanziaria dell’ente infatti è sempre più periclitante e c’è addirittura chi sostiene che senza una immediata iniezione di denaro in autunno potrebbero essere a rischio gli stipendi degli oltre mille dipendenti. 

 

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