DIRITTO ALLO STUDIO

Buono scuola, bufera sull’assessore

Destra e sinistra contro Pentenero dopo la decisione di cancellare i contributi dell'anno scolastico 2014-2015. Vignale (FI): "Una sinistra che penalizza le famiglie". Valle (Pd): "Pubblichi subito il bando per il 2015-2016". Ma lei pare recalcitrante

Finisce dietro la lavagna l’assessora all’Istruzione Gianna Pentenero dopo il colpo di cancellino al bando per il buono scuola, almeno per l’anno scolastico in corso. In Consiglio regionale, maggioranza e opposizione sono in subbuglio sia per il merito ma soprattutto per i modi con cui la decisione è stata comunicata, presa senza tener conto di ben due ordini del giorno dell’aula. Scortata dal custode della casse regionali Aldo Reschigna, c'è il sospetto che l’assessora abbia provato a celare dietro questioni di tipo contabile – non sono ancora state erogate le risorse relative ai bandi del 2012-2013 e del 2013-2014 – quello che in realtà pare un radicato pregiudizio ideologico. Già lo scorso anno, al suo esordio, la Pentenero scatenò la protesta della scuola paritaria (LEGGI), poi rientrata solo dopo le rassicurazioni del governo regionale e una sua parziale marcia indietro. «I soldi ci sono e non sarebbe certo la prima volta che vengono elargiti soldi impegnati negli anni precedenti» dice il forzista Gian Luca Vignale che ha convocato per domani una conferenza stampa. Con lui sono sulle barricate le opposizioni a Palazzo Lascaris e, soprattutto, le associazioni dei genitori e le rappresentanze del variegato mondo della scuola paritaria.

 

Un ritardo biblico, quello delle erogazioni di contributi che rappresentano un piccolo aiuto alle famiglie che scelgono l'istruzione non statale. Per il 2012-13 le domande finanziate entro settembre saranno 4.193 per gli assegni di iscrizione e frequenza e 28394 per libri di testo e attività integrative, per un importo complessivo di 14.560.825 di euro. Il bando 2013-14, in pagamento il prossimo febbraio, dovrà finanziare, invece, 4.063 domande per iscrizione e frequenza e 19.568 domande per libri di testo e attività integrative, per un importo complessivo pari a 11.008.205,00 euro. E ora, dopo questi ritardi, la decisione di saltare un giro. A cose fatte. E con le richierste già presentate.

 

Durante la VI commissione, presieduta da Daniele Valle, sono esplosi i malumori. Vignale ha sottolineato «l’incoerenza di una sinistra che nega retroattivamente un sostegno economico a 20mila famiglie non abbienti delle scuole elementari e medie, mentre raddoppia i fondi per le università tanto cari a Sel». Insomma «laddove non ci sono padrini politici saltano le coperture». Anche il Pd ha preso atto della decisione della giunta in modo rocambolesco, ieri, a margine della riunione fiume sul taglio degli emolumenti che già aveva sfinito i consiglieri. Una scelta che imbarazza l’area cattolica – capitanata dal capogruppo Davide Gariglio e dallo stesso Valle – ma anche l’ala sinistra che con Andrea Appiano aveva portato avanti uno dei due ordini del giorno approvati a Palazzo Lascaris per blindare il buono scuola. E se il segretario democratico usa l’ovatta per esternare il proprio disappunto, Valle chiede alla Pentnero atti concreti a partire dalla pubblicazione del bando 2015-2016 «entro il mese di dicembre per procedere con l’erogazione entro la fine dell’anno scolastico» e se ciò non accadesse, dice allo Spiffero «prenderemo atto della volontà di svilire questo strumento, rinnegando la legge che porta il suo nome», giacché fu proprio la Pentenero, durante la legislatura Bresso, a finanziare il diritto allo studio con ben 111 milioni di euro. Gariglio chiede inoltre di modificare le modalità di erogazione del contributo: non più con il sistema del rimborso, ma attraverso l’introduzione di “nuovi strumenti più semplici tra cui il voucher”, che avrebbe il merito di evitare le verifiche su migliaia di pezze giustificative prodotte dalle famiglie.

 

La sensazione è che lo scontro sia destinato a deflagrare nei prossimi giorni, anche perché a chi le ha chiesto le sue intenzioni, l’assessore Pentenero avrebbe spiegato di non poter anticipare in nessun modo il bando, avanzando delle perplessità anche sull’introduzione del voucher. A questo punto anche il Pd, che domani incontrerà una delegazione dell’Agesc – Associazione genitori scuole cattoliche -, potrebbe alzare ulteriormente il livello dello scontro.    

 

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