Fassino “fa la cosa giusta”. Per Gl
Oscar Serra 17:30 Sabato 03 Ottobre 2015 2La società che con il suo ricorso ha contribuito a far saltare il bando per l'allestimento del Forum sullo sviluppo locale viene "premiata" con l'assegnazione negli spazi del Lingotto della fiera "della sostenibilità". Confermando di avere santi in paradiso
Si aggiunge un nuovo capitolo nella poco edificante saga relativa al Forum per lo sviluppo economico locale che si svolgerà dal 13 al 16 ottobre a Torino, diventato un caso prima ancora di iniziare. I protagonisti, loro malgrado, sono ancora una volta i gestori di Parcolimpico, gli stessi che in estate avevano vinto il bando per l’allestimento della kermesse internazionale e poi se lo son visto revocare dal Comune, in seguito a una ridda di ricorsi promossi da Gl Events, che in sede di gara prima erano stati esclusi e poi, una volta riammessi, hanno avanzato una proposta meno vantaggiosa.
Ora la questione è relativa a un evento collegato al Forum, per uno scherzo del destino si chiama “Fa’ la cosa giusta”, la più grande fiera della sostenibilità, come viene definita sul portale internet, in programma il 17 e 18 ottobre con oltre cento realtà espositive d’eccellenza del territorio. In un primo tempo era prevista, al PalaAlpitour subito dopo il Forum internazionale, poi da un giorno all’altro, come per magia, è finita al Lingotto Fiera, nella struttura gestita proprio dai francesi di Gl Events. Un controsenso? Forse. Di certo una beffa per Daniele Donati, direttore di Parcolimpico, che parla di «una vicenda che ha del grottesco».
Ripercorriamo la storia dall’inizio. Il Comune di Torino sa dal 2013 che ospiterà il Forum sullo sviluppo economico locale, nell’estate 2015 pubblica un bando per individuare la location, vince Parcolimpico con PalaAlpitour grazie a un’offerta del 7% inferiore alla base d’asta di 205mila euro, gli sconfitti avanzano una serie di ricorsi, il bando viene annullato d’imperio e si decide di ospitare i 1.560 delegati provenienti da tutto il mondo, tra i quali c’è il numero uno dell’Onu Ban Ki-moon, in un tendone in piazzetta Reale, e alla fine gli sconfitti ottengono grazie a un affidamento diretto un evento collegato alla manifestazione internazionale. Tutto chiaro?
Dalle parti di via Filadelfia ne sono certi: il Comune non fa la cosa giusta, anzi. «Ci saranno stati in questi giorni mezza dozzina di incontri – racconta Donati – eravamo arrivati anche a definire dove gli ospiti avrebbero messo i loro cappotti e alla fine è saltato tutto». E ora a minacciare azioni legali è Parcolimpico: «Le stiamo valutando, certo – assicura Donati -. Consideri che a differenza del Lingotto le nostre strutture sono occupate quasi tutti i giorni dell’anno e noi avevamo tenuto il Parcolimpico libero per una settimana in virtù di un bando pubblico non vinto, ma stravinto». Non è tutto: «Abbiamo perso tempo e risorse, abbiamo lavorato a un progetto prima che ci venisse portato via in modo molto pretestuoso».
La Fiera sarebbe stata allestita da Parcolimpico a un costo di 30mila euro, proprio perché rientrava nel più grande progetto del Forum, insomma un prezzo convenzionato. Non si conosce l’ammontare della commessa affidata al Lingotto, ma una cosa appare certa: il problema non è la litigiosità di due attori in concorrenza. In questa brutta storia, quel che emerge è la totale incapacità di una piccola Torino a gestire con loro i rapporti. Altro che Nazioni Unite.


