Il Pd di Torino resta sub judice
13:28 Giovedì 29 Ottobre 2015 5Udienza lampo al Tar del Piemonte sulle firme false. I giudici amministrativi concedono la sospensiva in attesa del giudizio sulla querela di falso presso il tribunale civile. Ancora in bilico gli otto consiglieri democratici eletti nella lista del capoluogo
E’ durata poco più di mezz’ora l’udienza presso il Tar del Piemonte, chiamato a esprimersi nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false in Regione. Il presidente Lanfranco Balucani ha concesso la sospensiva, in attesa della sentenza del Tribunale Civile sulla querela di falso, depositata in extremis dalla leghista Patrizia Borgarello, su istanza dell'avvocato Giorgio Strambi. Restano formalmente in bilico gli otto consiglieri del Pd eletti nella lista provinciale di Torino, tra cui il presidente di Palazzo Lascaris Mauro Laus, il capogruppo e segretario Davide Gariglio oltre a Nino Boeti, Gianna Pentenero, Daniele Valle, Raffaele Gallo ed Elvio Rostagno.
Nei giorni scorsi i primi non eletti delle liste provinciali di Asti e Torino del Movimento 5 stelle si erano costituiti ad adiuvandum “contro l’elezione della lista torinese del Pd”, istanza per la quale il professor Vittorio Barosio, legale degli otto consiglieri che rischiano la decadenza, ha chiesto l’inammissibilità, ma sulla quale il presidente Balucani non si è espresso. La palla, a questo punto, dovrebbe passare al Tribunale Civile, la cui prima udienza è stata fissata l'1 marzo. In quella sede dovrà essere certificata l'effettiva non autenticità di alcune sottoscrizioni e una volta che la sentenza sarà passata in giudicato si potrà tornare di fronte al Tar per la richiesta di decadenza dei consiglieri eletti nella lista del capoluogo. Un procedimento piuttosto lungo che potrebbe concludersi abbondantemente dopo la fine della legislatura (si tenga conto che analogo processo sulle firme false nel centrodestra è ancora in corso, tanto che Roberto Cota è caduto per effetto della sentenza penale). Più probabile che il Tar si troverà nuovamente a esprimersi sulle risultanze di un altro procedimento: il ricorso presso il Consiglio di Stato sull’ammissibilità del listino di Sergio Chiamparino, la cui udienza è stata fissata il 19 gennaio.



