M5s, una starlet anche a Novara
11:56 Martedì 08 Dicembre 2015 2Designata la candidata sindaca: Macarro, mamma di quattro figli, ingegnere ambientale. Obiettivo è il ballottaggio. Come per Torino i grillini si affidano a una donna, senza troppi formalismi. Intanto a Vercelli volano gli stracci all’interno del gruppo
Il dado è tratto. Anche a Novara il Movimento 5 stelle ha il suo candidato sindaco e risponde al nome di Cristina Macarro. Più che uno spiffero, è ormai una certezza, sarà lei a contendere la poltrona di primo cittadino uscente, il piddino Andrea Ballarè, e a vedersela con il contendente del centrodestra (con ogni probabilità il leghista Alessandro Canelli).
Sarebbe stata individuata nel corso di una riunione con il gotha grillino in barba a tutti i dettami su trasparenza e democrazia della rete. Come è successo a Torino, dove per lanciare la nomination di Chiara Appendino si è forzata un po' la mano alle consuetudini. La notizia è stata posta sotto embargo, in attesa di individuare il momento più propizio per annunciarla, probabilmente dopo le festività natalizie. Secondo i rumors raccolti in città il via libera sarebbe stato dato da Luigi Di Maio in persona, quando una settimana fa è approdato sotto la cupola di San Gaudenzio, ma sono solo supposizioni. Eppure il nome c’è, con grande scorno di Luca Zacchero, attuale consigliere comunale grillino e candidato sindaco cinque anni fa. Lui sarebbe stato disponibile a tornare sui manifesti elettorali (e probabilmente era maggiormente rodato rispetto alla scorsa tornata, quando, da non novarese, faticava a orientarsi non solo amministrativamente ma anche nella toponomastica). E quest’anno con Palazzo Cabrino davvero contendibile, in una città che sembra
pendere verso il voto di protesta, con un centrodestra alla ricerca dell’unità e un Pd certamente meno unito di cinque anni fa, la competizione è decisamente più appassionante. Ora c'è chi scommette che al ballottaggio (dato per altamente probabile), una delle due parti sarà proprio quella dei 5 Stelle.
Ma chi è la nuova stella del firmamento grillino? Nata a Milano 41 anni fa, la Macarro vive a Novara con il marito e i suoi quattro figli. Laureata al Politecnico di Milano in Ingegneria chimica nel 1998, ha lavorato per otto anni in un’azienda petrolchimica italiana e dal 2007 ha scelto la libera professione nel campo della consulenza ambientale e della sicurezza sul lavoro. Nel 2011 si è avvicinata al Movimento 5 Stelle e tre anni dopo ha affrontato per la prima volta le urne alle regionali, sfiorando l’elezione grazie alle sue 459 preferenze, 26 in meno di Gianpaolo Andrissi, approdato a Palazzo Lascaris. In un anno e mezzo avrà avuto modo di consolidare il proprio profilo politico sia dentro sia fuori il Movimento e certamente l’essere l’unica candidata donna a poter contendere la poltrona di sindaco non può che essere un atout.
Mentre il Movimento di Novara cerca di compattarsi attorno alla Macarro, poco più in là, a Vercelli, volano gli stracci. Il capogruppo Adriano Brusco è rimasto isolato, dopo la rottura con l’altro consigliere, Michelangelo Catricalà e le uscite di quest’ultimo sulle case popolari non sono che il casus belli in un gruppo in cui i due
viaggiano su binari separati da molto tempo. “Mi chiedo perché Catricalà, che pure rivendica di appartenere al M5s, non abbia firmato la mia richiesta di dimissioni del sindaco Maura Forte a seguito del suo rinvio a giudizio nell’inchiesta sulle firme false, né abbia voluto condividere l’interrogazione che denuncia la scalata della società Iren nei confronti della municipalizzata Atena, un’oscura operazione finanziaria che non solo farebbe perdere il controllo della maggioranza, oggi del Comune di Vercelli, ma potrebbe avere gravi ricadute negative sull’occupazione e sulle tariffe dell’acqua” è il duro atto d’accusa del capogruppo Brusco. Il suo compagno di banco, per reazione, pubblica un documento contro il nuovo forno crematorio di Vercelli, firmato dal consigliere regionale Gianpaolo Andrissi e dal deputato Mirko Busto, considerati tutti vicini a quello che ormai è riconosciuto il leader indiscusso su scala regionale, ovvero Davide Bono. Il titolo è eloquente: “Il Movimento compatto” ovviamente contro il forno. Manca solo la firma del capogruppo Brusco.



