Triplice allenza per la Macroregione
Stefano Rizzi 17:26 Venerdì 11 Dicembre 2015 1Chiamparino sigla un patto con i colleghi di Liguria e Lombardia. Stretta collaborazione e politiche comuni su infrastrutture, collegamenti e logistica. In prospettiva un'unica agenzia turistica. Ma sulla sanità il Piemonte resta ancora ai margini
Macroregione. Alla fine anche per Sergio Chiamparino, come per tutti i suoi predecessori, è arrivato il momento di pronunciare la parola magica, soprattutto per i leghisti che da tempo ne hanno fatto una bandiera meno imbarazzante e più fattibile rispetto al sogno antico della secessione. “La macroregione può essere il risultato finale di collaborazioni su logistica, turismo, sanità e anche sulla riforma istituzionale”: è la traduzione del Chiampa e che lo stesso ha affidato alle dichiarazioni conclusive dell’incontro a tre – con Roberto Maroni e Giovanni Toti, ospitato dal governatore ligure nella sua sede di piazza De Ferrari. Un summit dal quale, per la prima volta, il concetto di macroregione sembra apprestarsi a diventare qualche cosa di concreto rispetto al filosofeggiare del passato. “Ci sono tante aree vaste a cavallo delle nostre tre regioni che potrebbero essere oggetto di una programmazione comune” ha aggiunto Chiamparino, il quale in accordo con i suoi omologhi ligure e lombardo ha predisposto un’agenda con i temi principali su cui lavorare, ma anche fissando se non ancora date almeno periodi certi per il passaggio dalla fase degli intenti a quella operativa.
È stato deciso, tra l’altro, che gli Stati Generali della logistica si terranno a marzo del prossimo anno ed è già stata anche individuata la sede: Novara. Una scelta sulla quale se nulla hanno da obiettare liguri e lombardi, non mancherà invece di suscitare allarme e pure qualche deciso malumore nel Sud del Piemonte, in particolare nell’Alessandrino da cui sono spesso partiti precisi segnali di irritazione rispetto allo strabismo verso il Nord e Novara da parte dello stesso Chiamparino in merito alle scelte programmatiche della Regione. Difficile classificare come casuale o dettata da mera comodità, l’individuazione della città di San Gaudenzio come luogo indicato dal Piemonte per la prima tappa casalinga della road map stilata oggi a Genova. Se non è il de profundis per le ambizioni alessandrine in fatto di logistica, perorate non si sa bene con quanto successo affidandosi al Cavaliere Bianco Bruno Binasco messo in sella della Fondazione Slala, poco pare mancarvi.
La nomina sollecita del presidente dell’Autorità Portuale di Genova attraverso un’intesa col Governo; quella del Commissario del Terzo Valico dei Giovi (peraltro data per fatta, ma incagliatasi) per arrivare a una rapida cantierizzazione del terzo lotto e al reperimento delle risorse mancanti per il quarto lotto costruttivo, l’individuazione di una sede di confronto con il Governo e Rfi per anticipare la realizzazione delle tratte di accesso da Nord e da Sud al Terzo Valico e favorire maggiore flessibilità e competitività alle imprese che trasportano merci e una considerevole riduzione dei tempi di percorrenza passeggeri lungo le tratte tra Genova-Milano e Roma, sono gli altri punti caldi sui quali i tre presidenti hanno assicurato di voler procedere in tempi stretti e per i quali hanno sottoscritto un’intesa.
Dal canto suo Chiamparino ha pure gettato il cuore (e magari pure il portafoglio piemontese non certo rigonfio) oltre l’ostacolo proponendo di fare fronte comune, concretamente, anche sul turismo: “Potremmo anche arrivare ad unica struttura di promozione turistica per tutte e tre le Regioni”. Certo prima dovrà risolvere il problema casalingo delle Atl piemontesi che si sono viste propinare una sequela di progetti di riordino, da parte dell’assessore Antonella Parigi, con sindaci in preda a crisi di nervi e di confusione senza essere poi arrivati a nulla di concreto. Chissà che un aiuto dalla Liguria e dalla Lombardia non risulti provvidenziale e risolutivo. Nell’attesa di sapere se anche sul tema del turismo l’intesa potrà dare i suoi frutti, questa riceve benedizioni a apprezzamenti da tutti e tre i protagonisti.
Toti si dice convinto che "oggi è importante il segnale di apertura a politiche di collaborazione tra le regioni e di integrazione al di là del colore politico”. Il governatore ligure rafforza il concetto e lo sposta dal piano politico a quello socio-economico: “il raddoppio del canale di Suez, il gigantismo navale, i fenomeni mondiali degli ultimi anni hanno dato una nuova centralità al Mediterraneo ma ci pongono di fronte a sfide che ogni singola regione non è in grado di affrontare da sola e la Liguria - sostiene Toti - è il terminale a mare della altre due regioni, la Lombardia è il principale destinatario delle nostre merci e il Piemonte è un punto nevralgico per la logistica e i collegamenti con la Francia”. Ancora più esplicito il presidente della Lombardia: “Vogliamo togliere i confini e sviluppare azioni comuni e coordinate tenendo conto delle specificità dei singoli territori, senza uniformarli. Le Regioni rafforzano il proprio ruolo e lo confermano andando oltre le nuove riforme istituzionali. Da qui tracciamo il futuro, fatto di cose concrete”. Tra gli esempi di aree omogenee, Maroni ha citato le zone piemontesi e lombarde in cui si coltiva in riso: “Perché devono avere soluzioni, normative e trattamenti diversi?”.
Nell’attesa di una politica comune che non dimentichi neppure le risaie, appare chiaro come il patto siglato oggi, veda le due amministrazioni con guida a centrodestra già più avanti rispetto al Piemonte. A giorni, tra Natale e Capodanno, è previsto, infatti, il primo viaggio di prova del treno veloce senza fermate intermedie tra Genova e Milano che potrebbe diventare operativo entro la primavera del 2016. “Un collegamento diretto che ridurrà i tempi di collegamento tra i due capoluoghi, in attesa del Terzo valico, una sorta di metropolitana di superficie che collega le due città”. E Maroni ha spiegato che “questo è coerente con il lavoro che siamo facendo di sviluppare una serie di iniziative in questa macro area del nord ovest che risolvano i problemi dei cittadini”. Chiamparino per non restare in attesa che passi il prossimo treno avanza un’altra proposta: affidare a un unico gestore il trasporto locale tra l’Est Piemonte e Milano, “mantenendo un’autonomia di bilancio delle Regioni è auspicabile una cooperazione interregionale anche in questo ambito, sarebbe una carta vincente da prendere in considerazione”.
Consonanza più stretta sarebbe pure auspicabile in quella che è la materia principale per le Regioni e la più gravosa per i loro bilanci: la sanità. Sempre oggi Liguria e Lombardia hanno siglato il protocollo d’intesa per l’attivazione anche in Liguria del 112 Nue, il numero unico di emergenza europeo secondo il modello della Centrale unica di risposta che avrà sede a Genova. La Lombardia si impegna a dare, a titolo di riuso gratuito, il programma applicativo necessario per la costituzione, l’attivazione e il funzionamento del servizio alla Regione Liguria. “Rientra nello scambio di buone pratiche in materia di sanità tra le due Regioni”, ha detto la vicepresidente ligure e titolare della sanità Sonia Viale. Il Piemonte su questo fronte, per il momento, sta a guardare. In corso Regina non era stato mostrato alcun entusiasmo quando pochi mesi addietro Toti e Maroni avevano avviato il percorso verso una sanità sempre con meno frontiere. Ma c’è sempre tempo per ricredersi. Magari un po’ tardi.


