POLTRONE

Chiamparino torna renziano “anomalo”

Si è chiuso il mandato del governatore piemontese al vertice della Conferenza delle Regioni. Sempre più freddi i rapporti con il premier che non ha mosso un dito per trattenerlo. Al suo posto eletto il renzianissimo Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna

Da un proto renziano a un renzianissimo, seppure non proprio della primissima ora. Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, è il nuovo presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. È stato eletto all’unanimità questa mattina a prendere il posto di Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, che si è dimesso il 22 ottobre scorso. Da settimane Bonaccini era indicato come il principale “papabile” a raccogliere il testimone del Chiampa, nonostante che sull’inquilino di piazza Castello e di via Parigi si fosse esercitato il pressing dei colleghi, anche dei rappresentanti del centrodestra, che fino all’ultimo gli hanno chiesto di ripensarci. Pressioni che Chiamparino ha respinto, confermando la decisione annunciata e congelata solo in attesa della legge di stabilità. Un passo indietro, aveva spiegato Chiamparino, legato alla situazione finanziaria del Piemonte dopo il disavanzo certificato dalla Corte dei Conti ma anche, secondo voci, da una progressiva distanza che si sarebbe creata con il premier Matteo Renzi.

 

Con Bonaccini la presidenza della Conferenza delle Regioni torna targata Emilia Romagna: Chiamparino era stato eletto il 31 luglio 2014 prima di lui, a presiedere la Conferenza, c’era l’ex presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani. “Voglio proseguire l’opera che ha portato avanti molto bene, meritoriamente, Sergio Chiamparino anche per il tratto umano che lo ha contraddistinto – ha detto Bonaccini –.  Assumo questo incarico non come uomo solo al comando, ma volendo lavorare tutti insieme nell’idea che le Regioni abbiano un ruolo importante negli ordinamenti dello Stato e per lavorare in previsione della riforma costituzionale”.

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