VERSO IL VOTO

Sballando con uno sconosciuto Forza Italia flop nei sondaggi

Le rilevazioni non solo non sciolgono il nodo sul "miglior perdente" da mandare in campo a Torino, ma confermano lo stato comatoso del centrodestra piemontese. Napoli continua a bussare ai Palazzi romani, Morano incontra Pichetto

Inutile. Un altro mito dell’epopea berlusconiana si infrange sul centrodestra ancora in ambasce per il candidato sindaco di Torino: il sondaggio. Chi aveva riposto in esso la speranza di uscire dal cul-de-sac e imboccare con decisione la via in sella al cavallo definito vincente dall’indagine di mercato politico, deve incassare la sconfitta. I dati raccolti ed elaborati dall’istituto di Alessandra Ghisleri cui è stato affidato il compito di misurare i due in lizza, Osvaldo Napoli e Alberto Morano, non sono risultati dirimenti. E questo non a causa dello strumento, bensì del suo risultato: non c’è una propensione netta per uno o per l’altro che esca dal campione preso in esame. Certo, la notorietà di Napoli – politico onnipresente da anni – doppia quella del pur noto professionista torinese, peraltro nuovo alla politica e quindi con una visibilità minore rispetto all’ex onorevole Macario, attento ad ogni accendersi di lucetta rossa che corrisponde a una telecamera. Ma si tratta di una vittoria effimera, giacché l’abbronzatissimo esponente berlusconiano si attesta ben al di sotto di quella soglia giudicata attendibile dai rilevatori. In poche parole Napoli è un Carneade con lo stigma del politico di professione, ma non se lo fila nessuno. Quindi il criterio con il quale il centrodestra dovrà selezionare il “miglior perdente” da opporre a Piero Fassino e Chiara Appendino dovrà basarsi su valutazioni squisitamente politiche: rischiare sul nuovo o ripiegare su se stessi?

 

 

E che il sondaggio non avesse fornito la soluzione al dilemma, ma anche agli scontri interni tra coloro che sostengono Napoli e chi crede nella svolta civica di Morano, era di fatto già confermato dall’esito del tavolo nazionale che ieri si è concluso con l’ennesimo nulla di fatto. L’organismo presieduto da Altero Matteoli cui spetta il lavoro di istruttoria sulle candidature per le prossime Comunali sembra orientato a procrastinare ancora l’emissione del verdetto: si parla della prima settimana di febbraio come limite dato per giungere alla decisione. E Torino non è certo il principale dossier sul tavolo. La sensazione è che ancora una volta la designazione del concorrente subalpino sarà questione di risulta dopo aver sistemato le partite più importanti, merce di scambio tra i partiti per accomodare gli scontenti.

 

Nel frattempo i due aspiranti non stanno certo alla finestra. All’uscio di Palazzo Vidoni, sede del ministero per la Pubblica amministrazione, è stato avvistato nella giornata di ieri Napoli. Che ci faceva al dicastero di Marianna Madia? Secondo i rumors romani non si è recato a far visita alla padrona di casa, bensì a uno degli inquilini, per quanto illustre: il sottosegretario Angelo Rughetti, Pd, uomo forte dell’Anci di Fassino. Ne è stato direttore generale, ha costituito il Fondo per la finanza e l’economia locale (Ifel) e, insomma, dell’associazione dei Comuni è un conoscitore come pochi altri. L’ex onorevole Macario ha bussato a quella porta come presidente di Ancitel o, molto più probabilmente, come pretendente candidato a sindaco e sfidante del gran capo dell’Anci, con il quale i rapporti sono ottimi da sempre e i legami pure? Troppo, per chi nel centrodestra non vede di buon occhio questa liaison dangereuse. L’iperattivismo del sindaco di Valgioie, ormai in pianta stabile nella Capitale dove zampetta da un Palazzo all’altro, è noto. La sua volontà di strappare l’investitura, anche. A costo di ricevere la benedizione dell’avversario, che com’è noto, vorrebbe proprio lui come sfidante.

 

Non che l’altro candidato in pectore se ne stia fermo. Meno teatrale il suo lavoro di relazioni, ma non certo di peso inferiore. Ancora ieri Morano è stato impegnato in una conference call con politici di livello nazionale e incontri di vertice sono previsti per i prossimi giorni. Oggi, poco prima di pranzo, il notaio ha incontrato nuovamente il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto, il quale, alla fine di questa tormentata vicenda, dovrà mettere nel conto una giacchetta nuova dopo che quella attuale, tirata da una parte e dall’altra, risulterà a brandelli. Ruolo non facile il suo: molto vicino a Silvio Berlusconi - a sua volta pressato dal “cerchio tragico” perché dia il via libera a Napoli – l’ex omino coi baffi continua a gestire con scarso coraggio una partita non facile e in cui il ruolo di mediatore a tutti i costi per evitare spaccature interne, finisce con il tramutarlo in un re Tentenna, un parafulmine nella tempesta silenziosa che sta scuotendo gli azzurri torinesi, non certo tutti allineati su Napoli come tendono a raccontare dal gineceo con la complicità della stampa domestica. E qualche cosa dovrà pure dirla prima o poi, magari il prossimo 25 gennaio, giorno in cui alle 17,30 ha convocato presso la sede di corso Vinzaglio (agibile fino a fine febbraio poi ci sarà lo sfratto) il coordinamento regionale con all’ordine del giorno proprio la spinosa vicenda delle elezioni amministrative (e dei congressi locali).

 

Al sultano di Arcore, peraltro, continuano ad arrivare segnali favorevoli al notaio da parte di altri ascoltati consiglieri, meno inclini a sostenere la scelta di apparato rispetto a una svolta civica capace, forse, di mitigare una sconfitta peraltro più che annunciata. Opzione civica che Morano spiegherà venerdì prossimo in una conferenza stampa in cui lancerà il suo appello ai partiti, una discesa in campo che non ha da intendersi come opa ostile sulle formazioni del centrodestra ma come “una opportunità”. Nessun segnale di distanza, insomma, ma uno spirito leale di collaborazione e di valorizzazione dei partiti che passa attraverso una candidatura non etichettata con un simbolo. Una mossa, questa  che potrebbe sparigliare nuovamente le carte di chi pensa ormai di calare il fungo di Giaveno.