CENTROSINISTRA

Vertice flop, Portas dà buca a Fassino

Il leader dei Moderati diserta il primo incontro tra il sindaco e i rappresentanti delle liste per definire le strategie di comunicazione. "Prima del marketing dovremmo parlare del prodotto". Sullo sfondo le tensioni a Moncalieri e sulle Circoscrizioni

Neanche è iniziata la campagna elettorale e il centrosinistra è già ai ferri corti. Il leader dei Moderati Mimmo Portas diserta il vertice della coalizione convocato nel quartier generale democratico, in via Masserano, tra Piero Fassino e i coordinatori delle liste alleate. Presenti all’appello il segretario del Pd Fabrizio Morri, l’assessore Gianguido Passoni, animatore della lista “de sinistra”, il consigliere regionale chiampariniano Mario Giaccone, referente della civica centrista. Insomma, le massime rappresentanze dello schieramento che dovrebbe marciare come un sol uomo dietro il suo generale. Eppure nonostante gli appelli alla concordia e all'unità, più volte lanciati dal sindaco, emergono i primi screzi: un mix di divergenze politiche ma anche di gelosie tra formazioni (in particole le stine non di partito) che rischiano di doversi strappare l'un l'altro il consenso attingendo più o meno nel medesimo bacino elettorale.

 

All’ordine del giorno la comunicazione della campagna elettorale e le strategie di marketing da adottare: le parole più efficaci, i temi più sentiti, le facce che bucano, gli slogan che restano impressi. Il pane quotidiano di Portas, che proprio sulla comunicazione ha costruito un piccolo impero politico; ma allora perché disertare? Alla base del forfait ci sarebbe una serie di questioni che hanno portato i rapporti tra il Pd e il suo principale alleato ai minimi: “Prima di parlare di marketing bisognerebbe risolvere i problemi di contenuto del prodotto” sbotta Portas al telefono con Lo Spiffero. Un messaggio sibillino all'alleato maggiore per la disinvoltura - forse eccessiva - con cui sta trattando i suoi partner.

 

E i nodi ancora da sciogliere non mancano: la trattativa sulle Circoscrizioni è in stallo con i Moderati che ne chiedono due e dem che non sono disposti a sganciarne più di una (“Non facciamo i furbetti del quartierino” mette in guardia Portas). C’è poi la polveriera di Moncalieri, in cui i Moderati rischiano di perdere pezzi (dopo aver acquisito due nuovi consiglieri) e lamentano il venir meno dei patti a suo tempo siglati con il sindaco Paolo Montagna, cui imputano la paternità di operazioni di trasformismo che starebbero penalizzando proprio il partito che sui cambi di casacca ha costruito la propria fortuna. Temi su cui Portas rimprovera al segretario Morri una posizione a dir poco pilatesca. Si aggiunga poi che in via XX Settembre non hanno mai visto di buon occhio formazioni civiche concorrenti, tanto che ai suoi più stretti collaboratori le ha definite un Pd mascherato, scorgendo dietro a loghi civici la sagoma dell’eminenza grigiastra di Fassino, quel Giancarlo Quagliotti, che da settimane si danna l’anima e il palato tra pranzi e cene con potenziali sostenitori per la formazione di Giaccone. 

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