EDILIZIA POLITICA

Casa in centro, Moderati in cantiere

Portas ed ex montiani costruiscono un nuovo contenitore per occupare lo spazio tra Pd e una destra sempre più a trazione salviniana. Il debutto alle amministrative. Il viceministro Zanetti: "Laici e liberali. Il nostro interlocutore resta Renzi"

Il fortino (elettorale) è Torino, l’obiettivo Roma. Coltiva il suo orto sotto la Mole Mimmo Portas e intanto guarda alla Capitale per dare al suo vivaio, i Moderati, un profilo nazionale e riprendere quel percorso iniziato quando al vertice del Pd c’era Pier Luigi Bersani. Un itinerario interrotto bruscamente al momento della presa del Nazareno (e di Palazzo Chigi) di Matteo Renzi, ma ripreso sfruttando un brand ormai conosciuto anche fuori dal Piemonte e un alleato, Scelta Civica, pronta a rilanciarsi, archiviando definitivamente la stagione montiana.

 

Si apre questa mattina il Cantiere dei Moderati, un contenitore politico che prova a farsi spazio tra il partitone democratico e un centrodestra sempre più a trazione salviniana. Una truppa inviata da Renzi a esplorare territori elettoralmente parlando un tempo sotto l’egemonia berlusconiana e oggi potenziali terre di conquista in virtù della deriva identitaria delle sirene leghiste di stampo lepenista. Torino è la dimostrazione che uno spazio c’è, almeno a livello amministrativo; lo certificano i risultati, tra il 5 e il 10 per cento che i Moderati ottengono in tutte o quasi le tornate elettorali. Torino, dove ieri il leader di Scelta Civica, Enrico Zanetti ha partecipato a una tavola rotonda sulle società a partecipazione pubblica con il ministro Enrico Costa e Piero Fassino, presso l’Unione Industriale. Il viceministro dell’Economia è l’altra gamba di un progetto che “non può nascere partendo da leadership o fusioni a freddo di gruppi parlamentari senza una cornice valoriale condivisa o coordinate politiche stabilite” dice allo Spiffero, poco prima di imbarcarsi per Fiumicino.

 

Il centro congressi Roma Eventi farà da sfondo alla prima uscita pubblica della cosa centrista, che esordirà con il simbolo dei Moderati in tutte e cinque le principali città al voto nelle amministrative di primavera. Per questo a battezzare l’evento ci saranno i candidati sindaco di centrosinistra a Roma, Napoli, Milano, Torino e Bologna: Roberto Giachetti e Valeria Valente saranno presenti personalmente, Beppe Sala, Piero Fassino e Virginio Merola con dei contributi video. Nei centri minori il logo con cui si presenteranno i civici sarà quello di Cittadini per l’Italia.

 

Moderati per partito preso con Renzi

 

Una formazione con una fisionomia “ben definita”, di matrice “laica, liberale e repubblicana – prosegue Zanetti – ma aperta a quella parte del mondo cattolico che si sente lontana dal conservatorismo del Partito popolare europeo”. Non a caso il “Cantiere” guarda all’Alde e al Pde, alleanza sancita a Strasburgo tra liberali e democratici europei. Una cosa deve essere chiara: “Non sarà la sommatoria di sigle, chi è interessato aderisce singolarmente, sapendo che non siamo interessati a politiche dei due forni ma a costituire un soggetto distinto dal Pd, che interpreta orgogliosamente la tradizione di sinistra, ma che vede come unico interlocutore Renzi”.

 

Le amministrative saranno un passaggio fondamentale per comprendere le potenzialità della nascitura cosa bianca, che in autunno si costituirà come partito politico. “Il tempo dei convegni è finito – dice Zanetti -. Noi partiamo senza stare a fare la conta dei parlamentari che aderiscono, chi vorrà potrà aggregarsi. La nostra rete dovrà svilupparsi sul territorio nazionale, dal basso, e non nei palazzi del potere”. Una rete da gettare nel mare magnum berlusconiano per pescare a strascico pesci grossi e piccoli, occupando uno spazio che fatalmente sarà per mesi terra di conquista.

 

Apre il cantiere liberaldemocratico

 

Nel 2013 Scelta Civica guidata da Mario Monti, premier uscente, ottenne oltre l’8 per cento, ma oggi quel partito non esiste più: un carro che ha tradotto in Parlamento decine di peones scesi il giorno dopo e persi nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. Tra i pochi rimasti a bordo c’è il cuneese Mariano Rabino, responsabile Organizzazione degli ex montiani. E quello che oggi rappresenterebbe un vulnus, ovvero l’assenza di una leadership forte, per Zanetti può diventare un punto di forza, caratterizzante. Qualche abboccamento c’era stato pure con Angelino Alfano, che però resta alla finestra: governa con Renzi, incontra Silvio Berlusconi, intanto perde pezzi e trema all’avvicinarsi delle prossime politiche: “Lo considero un potenziale interlocutore a patto che comprenda lo spirito di questo progetto. Noi non siamo interessati a Ncd”. Per quanto riguarda Denis Verdini, invece, fu proprio Portas a sbarrare la strada ancor prima della recente condanna. Dice Zanetti: “Siamo garantisti e per noi vale sempre la presunzione di innocenza. Ma c’è anche una presunzione di opportunità, per questo non candideremo indagati”. Perché Moderati non sia confuso con mollaccioni e cerchiobottisti: “Saremo estremisti – chiude Zanetti -. Estremisti del buon senso”.