VERSO IL VOTO

Ballarè balla (da solo) sul bilancio

A Novara il centrosinistra perde pezzi e salta l'approvazione della delibera di programmazione economica. Una scoppola per il sindaco. Intanto il leghista Canelli ottiene il sostegno di Noi per Novara e mette in lista Moscatelli e l'ex dg delle Molinette Iodice

Mentre tesse future alleanze a sostegno della sua ricandidatura a Palazzo Cabrino, Andrea Ballarè cade sul voto del bilancio preventivo. Il documento di programmazione economico-finanziaria era in votazione oggi, ma dovrà essere rimandato ad un’altra seduta del Consiglio comunale entro il 30 aprile data ultima, pena il commissariamento. Il sindaco di Novara e il Pd (quella parte rimastagli fedele) dovranno attrezzarsi nelle prossime settimane per trovare quella maggioranza che oggi è venuta meno, fornendo un assist perfetto alle opposizioni ormai in piena campagna elettorale. La conferma alle voci che già ieri davano in forse l’approvazione del bilancio è arrivata poco dopo l’apertura della seduta del Consiglio: al momento di votare la delibera sulle tariffe (Imu e altre) il consigliere dem Carlo Pisano, visibilmente contrariato, è uscito dall’aula. Poco dopo lo ha seguito lo stesso Ballarè e il capogruppo Roberto Privitello, probabilmente con l’intento di farlo rientrare e mettere una toppa a uno strappo non certo sfuggito ai banchi delle minoranze. Niente da fare. Nel frattempo la delibera è stata posta in votazione e anziché i 17 voti necessari ne ha registrati soltanto 15: respinta. Senza l’approvazione del provvedimento, propedeutico al bilancio preventivo, impossibile votare anche l’atto di programmazione economico-finanziaria.

 

Una scoppola per Ballarè. Il quale dopo aver perso pezzi di maggioranza nei mesi scorsi (un paio di consiglieri di Sel, altrettanti ex piddini) ha incassato lo smacco odierno con apparente nonchalance. Che sia solo un incidente di percorso appare assai improbabile, piuttosto l’ennesimo segnale di malcontento nei confronti del sindaco da parte di un pezzo rilevante di una coalizione sempre più sfilacciata. Certo è che da qui alla fine del mese (anzi prima) il sindaco dovrà fare in modo di blindare, dopo averla ritrovata, la maggioranza necessaria ad approvare il dispositivo economico. Lo scenario di una fine anticipata della consigliatura equivarrebbe a consegnare, senza neppure battersi, il successo elettorale ad altri.

 

Non a caso, il candidato del Carroccio, Alessandro Canelli, non perde l’occasione per attaccare il primo cittadino, la cui amministrazione, dice “conclude la sua avventura nella più totale confusione. Non riescono a votare l’atto amministrativo più importante per la città per mancanza di voti, compreso quello del sindaco”. La campagna elettorale è ormai nel pieno e l’esponente leghista può contare già su quattro liste a sostegno: oltre a quella della Lega, c’è quella di Fratelli d’Italia, la civica Noi per Novara (creatura politica di Ivan De Grandis) e Canelli Sindaco. Quest’ultima vedrebbe in pista anche Silvana Moscatelli, che nella guida di Palazzo Cabrino subentrò nel 2010 a Massimo Giordano divenuto assessore regionale. Altro nome che circola tra le candidature a supporto di Canelli c’è quello di Emilio Iodice, ai vertici delle Molinette e di altre Asl nell’epoca della giunta regionale di Roberto Cota. Un po’ in difficoltà la lista della Lega Nord alle prese con la ricandidatura di Riccardo Lanzo e Matteo Marnati, entrambi invischiati in grane processuali, mentre dovrebbero certamente correre i cotiani, Federico Perugini e Mauro Franzinelli, sono gli altri nomi che spuntano in queste ore. Così come Francesca Ricca, consorte dell’ex consigliere regionale Paolo Tiramani, braccio destro dell’europarlamentare Gianluca Buonanno. Sul fronte berlusconiano ancora caos (apparentemente) calmo. Dopo la smentita arrivata al coordinatore regionale Gilberto Pichetto, da parte del leader della formazione civica Daniele Andretta, tra gli azzurri novaresi sale la preoccupazione di non fare in tempo a trovare un candidato con la vocazione del kamikaze. Sarà un caso, ma dopo lo scontro a distanza con il capataz piemontese azzurro, Andretta ha postato su facebook un foto di uno dei suoi affollati banchetti e la scritta bella grande: “Liberi dai partiti”. Più chiaro di così.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    08:56 Venerdì 01 Aprile 2016 truth opportunità vorrebbe...

    ......soprattutto in questo momento storico, che persone interessate da procedimenti giudiziari o, peggio, condannate, non venissero candidate e non si candidassero. penso che non capire il momento e l'opportunità sia limitativo per persone che hanno l'ambizione di rappresentare i propri concittadini

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