VERSO IL VOTO

Salvini e Fratelli blindano Morano

Salta l'ennesimo tentativo di disarcionare il notaio a Torino. La Lega dice no allo scambio con Bologna proposto da Forza Italia per imporre Osvaldo Napoli. Il partito della Meloni verso l'ok definitivo al candidato civico. Berluscones locali in ambasce

Forza Italia ci ha provato, ma la Lega – mutando quello che era il motto del machismo bossiano – tiene duro. Nessun accordo che apra il Carroccio a Torino in favore di Osvaldo Napoli. È, infatti, finito nel nulla il tentativo dei berluscones al tavolo nazionale delle alleanze elettorali di garantire l’appoggio alla candidata sindaco leghista a Bologna, Lucia Borgonzoni, in cambio del via libera di Matteo Salvini agli azzurri Gianni Lettieri a Napoli e dell’ex onorevole Macario a Torino. E sempre più senza speranza di riuscita, a questo punto, appare l’azione che da settimane i pontieri (soprattutto sul fronte di Forza Italia) stanno mettendo in campo per evitare che lo strappo consumato su Guido Bertolaso, sia come pare irreversibile, ma soprattutto che questo abbia un effetto domino anche sulle altre grandi città chiamate al voto.

 

I rapporti tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e il Carroccio restano a dir poco  freddi. '”Non c’è stato nessun nuovo incontro con Berlusconi, quando ci saranno novità positive ci sentiremo”, ha tagliato corto Salvini, oggi a Bologna. Dal canto suo, pur a costo di apparire residente nell’iperuranio, Berlusconi ripete ai suoi, per gettare acqua sul fuoco, che “quello di Roma resta un caso isolato”. Una visione non certo condivisa, a partire dagli stessi (ormai quasi ex) alleati di FI: '”Se non c’è intesa sulla Capitale, non ci sarà neanche nelle altre città” è la risposta secca.

 

Il “non se ne fa niente” con cui Giancarlo Giorgetti, lo sherpa di Salvini al tavolo nazionale presieduto da Altero Matteoli, ha rispedito al mittente la proposta di barattare l’appoggio a Bologna con il disco verde leghista a Torino e Napoli ha fatto scattare l’ennesimo allarme rosso a Palazzo Grazioli, ma non solo. Informato da Matteoli della situazione, Berlusconi - peraltro oggi ad Arcore - avrebbe manifestato l’intenzione di parlarne direttamente e in tempi brevi con Salvini e la Meloni per riportare l’unità e uscire dall'impasse attuale. Unità che negli ambienti di via Bellerio, così come nel quartier generale dei Fratelli d’Italia viene data ad oggi assai improbabile.

 

 

La notizia che arriva da Roma è, però, anche l’ennesima doccia gelata su Napoli (inteso come Osvaldo) che ha una ragione in più per farsi scuro in volto più di quanto non possano le abituali lampade. Per ora e probabilmente per un bel po’ ancora, nessuna reazione ufficiale da parte del coordinatore regionale azzurro Gilberto Pichetto, il quale di fronte agli strappi piemontesi – non solo sotto la Mole, ma anche a Novara – ha sempre rimandato la soluzione positiva al tavolo nazionale. Proprio quello dal quale la Lega si è alzata rifiutando la proposta forzista e lasciando intendere che, salvo sorprese, il Carroccio proseguirà per la sua strada a Bologna, ma anche a Torino dove ha deciso di puntare sul notaio Alberto Morano, che in queste ore è uscito con i suoi manifesti elettorali (e domani incontrerà lo stato maggiore del Carroccio), e a Novara con il candidato incoronato da Salvini, Alessandro Canelli. Insomma se Berlusconi ha cercato di ricucire lo strappo non solo non c’è riuscito, ma l’impressione è che da oggi sia ancora più largo.

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