TRAVAGLI DEMOCRATICI

“Uniti per far vincere il Pd”

Appello della sinistra di Cuperlo a mettere da parte, per il momento, la discussione sul referendum costituzionale e concentrare tutti gli sforzi nelle elezioni comunali. “Comunque la si pensi teniamo insieme partito e paese”

Giugno viene prima di ottobre e le elezioni amministrative sono prima del referendum costituzionale. Invita a controllare bene il calendario, soprattutto quello politico, SinistraDem, la componente della minoranza Pd che fa capo a Gianni Cuperlo. “Adesso la sfida è vincere nelle città che vanno al voto. Perché nella vita quotidiana delle persone fa differenza poter contare su di un buon governo o subire la destra e i peggiori populismi. Da qui alla sera dei ballottaggi, per noi questo è il primo impegno”. È l’impegno, messo nero su bianco in un appello promosso dal leader della corrente di sinistra che in Piemonte conta due esponenti di spicco, il deputato Andrea Giorgis e il senatore Federico Fornaro.

“Sono elezioni che diranno molto su tendenze e aspirazioni che investono oggi la rappresentanza, la politica, la qualità della nostra democrazia. A Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Trieste e in centinaia di comuni medi e piccoli si sceglieranno sindaci, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di municipi e circoscrizioni. Ognuno di loro deve sentire il sostegno pieno di tutto il Partito Democratico. Per questo ricordiamo a tutti che “giugno viene prima di ottobre”. Ed è una ragione in più perché il referendum del prossimo autunno non sia usato come una sciabola per dividere il Paese o come un plebiscito. Lo scriviamo per due ragioni. Perché, comunque la si pensi, poi quello stesso Paese bisognerà tenerlo unito e in questo il buongiorno si vede dal mattino. Ma anche perché l’altra sfida è rilanciare un nuovo centrosinistra capace domani di guidare il cambiamento dalla parte giusta. Vincere si può, ma bisogna volerlo. Oggi nelle città per riuscirci domani nel Paese”.

Infine, un monito a rispettare la parità di genere: “Ricordatevi - evidenzia in chiusura l’appello - che nei comuni sopra i cinquemila abitanti per il consiglio comunale è possibile (e auspicabile) la doppia preferenza di genere. Insomma, si votano un uomo e una donna. Passate parola!”.

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