POLITICA & GIUSTIZIA

Firme dall’aldilà, a Torino indagini prima del voto

Al vaglio dei magistrati le sottoscrizioni alle liste elettorali del Grillo, della ditta Rabellino & Noccetti, e quella del Mir in coalizione con il candidato sindaco Rosso. Sfilano i primi testimoni e nelle prossime ore è atteso anche l'ex sottosegretario berlusconiano

Si estendono gli accertamenti della Procura di Torino sulla regolarità della raccolta delle firme per le liste elettorali. Il procedimento è quello originato da una denuncia del Movimento 5 Stelle contro la “Lista del Grillo”, promossa dal mago delle formazioni civetta Renzo Rabellino. Secondo quanto si è appreso da fonti vicine a Palazzo di Giustizia, gli inquirenti hanno deciso di svolgere dei controlli anche su altre liste in appoggio alla candidatura a sindaco di Gianluca Noccetti. Dopo l’acquisizione di una serie di documenti è cominciato l’ascolto dei testimoni. Le liste in questione sono state autenticate dal consigliere comunale uscente Ferdinando Berthier. Un altro procedimento riguarda la raccolta di firme del Mir-Moderati in Rivoluzione, che sostiene l'aspirante sindaco Roberto Rosso; qui Berthier è uno dei candidati. Firme appartenenti a defunti da anni, vistose cancellazioni, moduli oltremodo pasticciati e alcuni sottoscrittori che negano di aver mai vergato i documenti elettorali. Ed è proprio sul merito della raccolta delle firme che la Procura di Torino intende andare a fondo: la pm Enrica Gabetta, infatti, avrebbe acquisito le dichiarazioni rese a un giornale da Rosso, nelle quali il candidato sindaco parrebbe confermare una prassi irregolare nella raccolta delle sottoscrizioni. Lo stesso Rosso, a quanto risulta dalle voci raccolte a Palazzo di Giustizia, sarà sentito nei prossimi giorni in qualità di persona informata sui fatti. 

Il procuratore aggiunto Andrea Beconi ha aperto un’inchiesta dopo i due esposti del M5s contro il Movimento No Euro – Lista del Grillo del candidato sindaco Noccetti e dai Moderati di Mimmo Portas contro i Moderati in Rivoluzione. Per entrambe le liste l’autenticatore è stato il consigliere comunale Ferdinando Berthier, candidato nel Mir con Rosso. Tre le ipotesi di reato al vaglio della Procura: falso, violazione della privacy e inosservanza delle norme elettorali. La questione su cui i pm vogliono vederci chiaro è la modalità con cui i presentatori delle liste sono entrati in possesso di determinati elenchi di cittadini e di come sono state raccolte queste firme. Per questo è possibile che nel fascicolo di indagine venga ipotizzata la violazione dell'articolo 90 del testo unico del 1960 sul funzionamento della macchina elettorale, oltre a reati di falso.