VERSO IL VOTO

Rosso contro Rosso: “Forza Italia come Rabellino”

L'aspirante sindaco centrista, già sottosegretario con Berlusconi, se la prende con i suoi ex compagni di partito: "Fanno operazioni da miserabili" e contesta la candidatura di un suo omonimo, operazione "per creare confusione tra gli elettori"

“Quelli di Forza Italia fanno come Renzo Rabellino”. Parafrasando un film, potremmo dire Roberto Rosso (l’originale) contro Roberto Rosso, per i detrattori Red Patacca. A poche ore dalle urne scoppia la faida all’interno di quello che un tempo era considerato il grande alveo berlusconiano. “Non sono contro di lui sono contro questi miserabili – attacca l’ex sottosegretario, oggi candidato sindaco di un rassemblement di liste centriste -. Lui (l’altro Rosso) non c’entra niente. Lo hanno messo lì per fare quest’operazione”.

Si sfoga Rosso, ancora una volta tradito da un nome e cognome fin troppo comuni: si scaglia contro i suoi ex compagni di Forza Italia che hanno inserito come capolista non l’ex capogruppo in Consiglio comunale Andrea Tronzano, ma il suo omonimo, a suo avviso nel chiaro tentativo di indurre in errore gli elettori: “Una cosa anomala con cui non avrei mai polemizzato”. Tuttavia c’è una goccia che ha fatto traboccare il vaso ed è l’affissione di tanti manifesti con lo slogan “Vota bene, vota giusto, Roberto Rosso di Forza Italia”. In questi ultimi giorni di campagna elettorale “Forza Italia ha tempestato gli edifici di Torino con i manifesti di Roberto Rosso. Pensavo fosse una cosa limitata. Non è dignitosa quando si fa in modo così massiccio un’operazione che in passato faceva soltanto Rabellino”. Proprio loro che, in passato, hanno subìto i colpi del papà della “Lega Padana” e delle altre fantasiose liste civetta: “Nel 2001 Gianfranco Rosso, uno di Milano, prese il tre per cento e non me la presi con lui, me la presi con Rabellino”, ricorda il candidato sindaco. E poi, dieci anni dopo, Rabellino aveva schierato Domenico Coppola, lanciato contro l’aspirante primo cittadino del Pdl Michele Coppola. Quel quasi omonimo ottenne abbastanza voti da entrare in Sala Rossa (ma morì poco dopo).

Per questo lui, da ex stella berlusconiana, ex candidato sindaco nel 2001, ex coordinatore regionale ed ex sottosegretario del governo del Cav, si dice “stupito e indignato” dal fatto che “il partito di Berlusconi, che vantava fino a pochi anni fa il 40 per cento in Italia e il 30 per cento a Torino, si sia ridotto a delle cose così umilianti. È proprio un atteggiamento da miserabile”. Poi ironizza: “Potevano prendere me direttamente. Invece prendono la copia. Ma siamo pazzi!”. Fa riferimento alla lunga trattativa con quel che resta di un partito un tempo egemone, prima ancora che la campagna elettorale cominciasse, quella fatta per arrivare a una candidatura unica in rappresentanza dei popolari torinesi: “Avevo proposto di fare le primarie di coalizione, non hanno voluto. Ho chiesto di fare dei sondaggi demoscopici per individuare il candidato migliore e non hanno voluto fare neanche quelli. Non hanno voluto fare niente perché avevano il sacrosanto timore che vincessi io. E hanno preso la copia”.

E in una sorta di ribellione dei ripudiati, anche la capolista della sua lista civica, Patrizia Borgarello, si scaglia contro i suoi ex compagni di partito, quelli della Lega Nord, di cui è stata un’iscritta per ventitré anni: “Sono rimasta da sola a portare avanti la battaglia legale contro le liste false del Partito democratico - spiega -. È stata una causa partita con la Lega che viene portata avanti da Roberto Rosso”. Ora si sente abbandonata da tutti, compreso Mario Borghezio: “Ho dovuto fare tutto io da sola con gli avvocati Giorgio Strambi e Sara Franchino che credono esista una giustizia che non è di destra o di sinistra”.

E a proposito di giustizia, stamattina al tribunale civile c’è stata la prima udienza per valutare la querela per falso che potrebbe portare il Tar a invalidare le liste Pd sottoscritte con firme false: “C’è stata la richiesta di ammettere le prove. Il giudice si è riservato di decidere”, spiega l’avvocato Franchino. La prossima data dovrà ancora essere fissata.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    09:42 Venerdì 03 Giugno 2016 daniele galli polically incorrect

    tale operazione mi rammenta la serietà di quel giochino da tavolo detto delle tre scatolette molto presente in quel di Napoli . Ha ragione Rosso " antico" a predersela con la dirigenza di FI ormai si sono ridotti a delle meschinità.

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