Salone del libro, ci risiamo:
Milano pronta allo “scippo”
15:59 Domenica 10 Luglio 2016
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Dopo lo strappo con i vertici della fondazione torinese, l'associazione editori starebbe studiando un'edizione all'ombra della Madunina. Conferma i rumors il ministro Franceschini che però difende la rassegna storica
Da mesi se ne parla, soprattutto dopo lo strappo dell’Aie dal Salone di Torino, ma la prossima settimana secondo alcuni rumors potrebbe essere decisiva per il progetto dell’Associazione italiana editori di far nascere a Milano un Salone del libro alternativo a quello di Torino,sulle tracce di Book City che già in pochi anni nel capoluogo lombardo ha messo radici. “Milano è pronta e disponibile” ad accogliere un nuovo salone del libro. L’assessore alla Cultura, Filippo Del Corno, su questo la settimana prossima incontrerà l’Aie per valutare l’ipotesi di organizzare a Milano una manifestazione alternativa a quella di Torino. “Fermo restando che si tratta di una scelta autonoma dell’Aie - ha spiegato Del Corno - si riconosce a Milano un ruolo di leader” nel settore non solo perché qui si concentra la maggior parte delle case editrici ma anche per le iniziative “innovative di diffusione della cultura” e della lettura.
Il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, interpellato in merito dall’Ansa, dice: “Ho sentito parlare di questa idea, non nuova, di far nascere a Milano un Salone del libro che di fatto si sovrapporrebbe con
quello di Torino. Vedrò giovedì il presidente dell’Aie Motta e certamente parleremo anche di questo”. “A scanso di dubbi ed equivoci - continua Franceschini - tengo comunque a ribadire che l’entrata del governo, attraverso Mibact e Miur, nel salone di Torino mantiene tutta la sua validità e conferma che la nostra intenzione, di cui ho parlato anche oggi con il ministro Giannini, è di investire sul salone di Torino e di rafforzarlo per quello che già è da anni, come punto di riferimento nazionale. Rispetto ovviamente l’autonomia degli editori ma sarebbe davvero utile che anche l’Aie convergesse su questa scelta. Sono proprio i primi segnali positivi del 2015/2916 sul mercato del libro, che dovrebbero spingere pubblico e privato a fare sistema, come stiamo peraltro già facendo in molte iniziative legate al libro e alla lettura”.
Nel febbraio scorso il presidente dell’Associazione italiana editori, Federico Motta, si è dimesso dal consiglio di amministrazione della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, ovvero l’ente che organizza la manifestazione torinese. «In qualità di presidente dell’Associazione italiana editori — ha scritto Motta in una comunicazione diretta a presidente, consiglieri e revisori della Fondazione e agli altri soci fondatori —, alla luce dei profondi cambiamenti in atto, appresi molte volte dalla stampa e preso atto del ruolo progressivamente marginale di Aie in seno al cda, riteniamo non più indispensabile la nostra presenza nel consiglio stesso della Fondazione». In una nota, si sottolinea che, dopo le dimissioni dal cda presieduto da Giovanna Milella, il presidente di Aie Motta «tiene comunque a precisare che resta inalterato il supporto e la partecipazione convinta degli editori al Salone del Libro».
Una vicenda che aveva agitato nuovamente le acque già non propriamente stagnanti intorno al Salone. Molte infatti le scosse intorno alla kermesse libraria torinese. Dall'allontanamento dello storico presidente Rolando Picchioni alle dimissioni di Giulia Cogoli lo scorso anno dalla carica di direttrice, fino al ritorno del direttore uscente Ernesto Ferrero.
Si alzano le barricate in riva al Po e da parte delle istituzioni locali il coro in difesa della Buchmesse sabauda è unanime. Di “una ricchezza e una risorsa per Torino e per tutto il territorio” da difendere parla la sindaca Chiara Appendino. “Siamo contenti che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Miur siano al nostro fianco insieme alla Regione Piemonte, a banca Intesa Sanpaolo e all’Aie affinché il Salone del Libro resti a Torino”.
“L’ormai trentennale storia del Salone del Libro ha reso Torino l’indiscusso punto di riferimento nazionale della promozione della letteratura e della valorizzazione dell'attività editoriale - scrivono, in una nota, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e l'assessora alla Cultura, Antonella Parigi -. Un patrimonio collettivo che ha trovato quest’anno un ulteriore consolidamento nell’ingresso, fra i partner della manifestazione, di Intesa Sanpaolo e di due ministeri, il Mibact e il Miur, a conferma di come non vi sia alcuna ragione per metterne in discussione la sede. Il Salone del Libro di Torino è un valore per Torino, per il Piemonte e per il Paese, su cui è piuttosto necessario lavorare congiuntamente per renderlo ancor più solido e condiviso, evitando la dispersione di energie e opportunità”.
Un orizzonte, quello di mantenere sotto la Mole la rassegna, dicono Chiamparino e Parigi, “da perseguire congiuntamente fra tutti gli attori del sistema, nei confronti dei quali la Regione Piemonte si pone, come sempre, con la piena disponibilità al confronto e alla collaborazione, anche su temi di natura organizzativa e gestionale. Alla luce delle indiscrezioni di queste ultime ore su possibili nuove iniziative, si ritiene pertanto urgente, in accordo con la Città di Torino, la convocazione di un incontro in cui aprire un dialogo costruttivo con l’Aie”.


