FIANCO DESTR

Parisi avvia le consultazioni, convention “ad includendum”

Il manager lavora a ricucire gli strappi interni al centrodestra. E in vista della Leopolda azzurra ha messo in agenda due incontri con Morano e Rosso. L'ex sottosegretario Giachino si propone per fare scouting in Piemonte

Stefano Parisi, da provetto corridore, ha inforcato la bicicletta e corre spedito sul cammino tracciato con Silvio Berlusconi. Prima tappa, fondamentale e rivelatrice del progetto, la convention di settembre: rivolta e aperta al popolo del centrodestra e non riservata agli apparati politici. Fase intermedia, la due diligence di Forza Italia, con audizioni – avvenute nei giorni scorsi – dei coordinatori regionali e di altri dirigenti, ma anche colloqui con esponenti di quell’area vasta che dovrebbe (ri)comporre uno schieramento, per ora, scomposto. A parte Milano e altri non numerosi casi, le divisioni sono state evidenti e concausa delle sconfitte. A voler cercare, per importanza e fragore, un esempio eclatante, lo si trova certamente a Torino. E forse, anche per questo, nell’agenda di Parisi ai primi di settembre – prima della Leopolda azzurra – ci sarebbero due incontri “interessanti” proprio in virtù di quanto successo alla ultime comunali sotto la Mole e non di meno per il futuro del centrodestra in Piemonte, unica regione attualmente governata dal centrosinistra (e con il capoluogo in mano al M5s) nel Nord a trazione Lega-Forza Italia.

Quello che dai più scettici è stato definito il liquidatore di Forza Italia (e così potrebbe anche essere se dopo nascerà, come pare, qualcosa di nuovo e di diverso rispetto all’attuale partito) dovrebbe incontrare Alberto Morano e Roberto Rosso. Con il notaio, oggi consigliere comunale e candidato sindaco appoggiato dalla Lega, l’ex ad di Chili si era già visto alla vigilia delle elezioni: una cena agli Orti del Belvedere di Milano, propiziata da Federico Filippo Oriana, presidente della potente associazione degli immobiliaristi, la Aspesi, di cui Morano è consigliere nazionale. Quella di settembre, ovviamente, sarà diversa, come diversi i ruoli degli allora candidati sindaci, accomunati da un approdo tardivo alla politica attiva e dall’appartenenza ad un mondo delle professioni il cui linguaggio e approccio ai problemi potrebbe riservare sorprese nella nuova configurazione del centrodestra in Piemonte.

Nel frattempo ha incontrato giovedì scorso l’ex sottosegretario Mino Giachino, il quale vanta un filo diretto col Cavaliere (“non sono un cane sciolto e godo della stima e della fiducia di Berlusconi e di Gianni Letta”) e osserva movimenti e posizionamenti incontrando non poche ostilità da parte degli esponenti locali. L'animatore dei Club Forza Silvio che recentemente ha annunciato il suo ritiro dalla politica attiva si è proposto per svolgere il ruolo di scouting in Piemonte e avrebbe già stilato una lista di personalità interessate al progetto parisiano. A settembre, ancora non si sa se prima o dopo Morano, Parisi vedrà anche Rosso. Con l’altro candidato sindaco, dialogherà avendo ben presente che Rosso è comunque il vice di Enrico Costa alla guida di Ncd nella regione. L’uomo di Berlusconi non ha mai negato l’apertura ad Angelino Alfano e il ministro dell’Interno ha più volte ricambiato le attenzioni. Di mezzo c’è sempre Matteo Salvini con il suo aut aut: o noi o lui. Una delle ragioni della freddezza dell’asse del Nord nei confronti del manager cui il Cavaliere ha affidato la diagnosi su Forza Italia e la cura necessaria, ma che con la convention meneghina è chiaro che non si limiterà a questo.

Pochi giorni prima della Leopolda azzurra di Milano, Parisi sarà a Fiuggi, il 9 e 10 settembre, per la due giorni organizzata dal gruppo del Ppe al Parlamento Europeo sotto il titolo “l’Italia e l’Europa che vogliamo”, con una sessione su agricoltura e sviluppo che Antonio Tajani, uno dei principali supporter del manager, ha significativamente affidato all’europarlamentare piemontese Alberto Cirio, costretto a un rapido riposizionamento dopo aver puntato tutte le (sue) carte sul governatore ligure Giovanni Toti. L’uomo cui Berlusconi ha affidato gran parte dei destini del partito nel programma figura come relatore ad un incontro sugli enti locali, nulla di più. Non c’è il suo nome, infatti, nel panel dei partecipanti alla tavola rotonda conclusiva, dove invece compare quasi tutto lo stato maggiore di Forza Italia: da Renato Brunetta a Mara Carfagna, e poi Maurizio Gasparri, Maria Stella Gelmini, Altero Matteoli, Paolo Romani e, appunto, Toti. I colonnelli riottosi a concedere spazio all’“intruso” discuteranno su “Quale centrodestra in Italia?”. Poi, magari, chiederanno a Parisi.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:19 Mercoledì 10 Agosto 2016 tandem Ah beh...

    Se si affida a Giachino Suma a post.......

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