Il Pd se la canta e se la suona
D’Alessio alla Festa dell’Unità
Oscar Serra 16:35 Giovedì 25 Agosto 2016
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Dopo la batosta elettorale il partito di Torino si occupa di diritti d'autore e invita il cantante napoletano, ma a parlare. La kermesse dall'1 al 12 settembre. Faccia a faccia Violante-Zagrebelsky e Chiamparino-Madia. Chiude il vicesegretario Guerini
Non ci sarà Chiara Appendino a cantarle al Pd. Dopotutto lei gliele ha già suonate alle ultime amministrative. E così a far festa con i democratici torinesi è stato ingaggiato nientemeno che il campione del neomelodico partenopeo Gigi D’Alessio, che approderà sotto la Mole sabato 3 settembre (ore 21) per parlare di diritti d’autore assieme alla deputata Francesca Bonomo - che a Montecitorio si è occupata della liberalizzazione del settore in seguito alla direttiva Barnier dell'Unione Europea - al direttore della sezione musica della Siae Matteo Fedeli e a Davide D’Atri, amministratore delegato della concorrente
Soundreef, cui D’Alessio ha recentemente ceduto i propri diritti, come peraltro molti altri suoi colleghi. Insomma, il Pd vuole cambiare musica dopo aver “steccato” il ballottaggio di giugno e per farlo si affida a uno dei più celebri cantautori italiani, finito nel mirino del centrosinistra per le sue presunte simpatie berlusconiane, dopo essersi esibito nel 2011 alla chiusura della campagna elettorale di Gianni Lettieri, poi sconfitto da Luigi De Magistris, sul palco assieme al “grande Berlusconi” con cui duettò sulle note di 'O Surdato 'Nnammurato ("ricambiai un favore - si giustificò - mi aiutò quando mio fratello Pietro era malato"). Da Silvio a Matteo, i democratici evidentemente non serbano rancore. “Sarà un modo per fare il punto su un tema, come quello dei diritti d’autore, che intendiamo riformare” spiega la Bonomo, che si è proposta come trait d’union tra il partito e il cantante.
L’appuntamento con D’Alessio sarà uno dei passaggi più significativi della festa democratica torinese, la prima, dopo 23 anni, in cui il partito si presenta alla città come forza d’opposizione (il programma completo sarà diffuso domani). E infatti le questioni relative a Palazzo Civico rimarranno sullo sfondo, per lasciare più spazio possibile alle vicende nazionali, a partire dal referendum costituzionale di novembre. Il 4 settembre è atteso il ministro Maria Elena Boschi, madrina della riforma su cui dovranno
esprimersi i cittadini, il 7 ci sarà il dibattito tra Sergio Chiamparino e il ministro Marianna Madia, sulla riforma della pubblica amministrazione, l’11 il confronto tra l’ex presidente della Camera Luciano Violante – sostenitore del Sì al referendum – e il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, schierato per il No. Nessuna passerella per esponenti del Movimento 5 stelle, anche perché “tanto laddove è stata invitata, leggi Milano, la sindaca ha declinato”. La chiusura è affidata al vicesegretario del partito nazionale Lorenzo Guerini. Dall’8 al 10 settembre, infine, a Torino sarà ospitata la festa nazionale dell’Ambiente.


