'O SOLA MIA

“Indebitato e nei guai”
D’Alessio imbarazza il Pd

Dopo le notizie sui guai finanziari del cantautore napoletano nel partito c'è chi chiede di revocargli l'invito alla Festa dell'Unità. Il vicepresidente della partito di Torino Bianco: "Non possiamo far finta di niente". Nessun problema per gli organizzatori

Potrebbe piovere. Come nella nota scena di Frankenstein Junior, con il compianto Gene Wilder, anche nel Pd scoprono che non c’è limite al peggio. I democratici invitano il popolarissimo Gigi D’Alessio a parlare di diritti d’autore alla Festa dell’Unità di Torino e lui, dopo pochi giorni, ammette di essere sommerso dai debiti. “Prima di trovarmi, anzi di mettermi, in questa situazione, ero l’uomo più sereno del mondo. Canterò e farò concerti a lungo perché sono felice quando riesco a dare emozioni. E pazienza se almeno per i prossimi 15 anni canterò anche per pagarmi i debiti” ha detto al Corsera. Poi ha aggiunto: “Onorerò gli impegni in attesa che qualcun altro onori i suoi nei miei confronti. Perché io, in questa storia, sono vittima non carnefice”. Il riferimento è a Giovanni Cottone, partner di Valeria Marini, con cui D’Alessio aveva tentato di riportare in Italia il marchio Lambretta in un’operazione finita in un bagno di sangue. Secondo quanto riporta il quotidiano la Gigi D'Alessio Holding “ha debiti superiori al numero di dischi venduti: 25 milioni contro 20 milioni”.

Come una sorta di Re Mida al contrario il Pd, dopo le scoppole elettorali e le divisioni interne, ora deve far fronte anche a quest’ennesima grana, mentre nell’imbarazzo generale c’è chi, proprio dall’interno, chiede che venga revocato l’invito. Il primo a dirlo chiaramente è Raffaele Bianco, capogruppo del partito a Grugliasco e vice presidente dell’assemblea provinciale: “Alla luce di questa situazione poco trasparente il partito non può far finta di niente chiudendo un occhio; bisogna infatti ritrovare il coraggio d’indignarsi, ringraziare il cantante per la sua disponibilità e revocare l’invito”.

Da indignarsi c’è poco: i debiti di D’Alessio sono in gran parte frutto di investimenti sbagliati e lui stesso ha già avviato una serie di operazioni di rientro con persone e banche con cui era esposto; ma certo la situazione è quantomeno imbarazzante. L’approdo di D’Alessio sotto la Mole è previsto per sabato 3, dopodomani, non per cantare ma per discutere di un tema che ha interessato molto anche il Pd, come il mercato dei diritti d’autore. Con lui sul palco ci saranno (?) la deputata Francesca Bonomo - che a Montecitorio si è occupata della liberalizzazione del settore in seguito alla direttiva Barnier dell'Unione Europea - il direttore della sezione musica della Siae Matteo Fedeli e Davide D’Atri, amministratore delegato della concorrente Soundreef, cui D’Alessio ha recentemente ceduto i propri diritti, come peraltro molti altri suoi colleghi. Sempre che il Pd non revochi l’invito.

Una polemica che il responsabile organizzazione del partito, Saverio Mazza, stronca sul nascere: “Non è compito mio e suppongo neanche del Pd giudicare la condotta personale di D'Alessio che tra l'altro mi risulta ancora al vaglio dei giudici competenti. La vicenda di cui sembrerebbe coinvolto il cantautore, riguarda inoltre alcuni suoi investimenti sbagliati. Non ho altro da aggiungere, se D'Alessio riterrà di non partecipare sarà dunque una sua decisione. Ritengo non sia giusto che per delle vicende personali in via di accertamento debba ritenersi chiunque, non solo d'Alessio, persona "non gradita". Altri personaggi pubblici hanno avuto “problemi” di qualunque genere, tra l’altro differenti dalla situazione che sembra essere contestata a d’Alessio. Ad esempio Pavarotti, Renato Zero o campioni dello Sport come Valentino Rossi son stati indagati e/o condannati per evasione fiscale e nessuno mai si è sognato di ritenerli “non graditi” ad una iniziativa pubblica”.