SCENTRATI

Centrino a geometria variabile

Udc e Ncd studiano le mosse comuni in vista delle amministrative di primavera in Piemonte. Gli ex Dc divisi tra fedeli a Casini (pro centrosinistra) e seguaci di Cesa (inclini al centrodestra). A Cuneo via libera a Borgna, no al bis di Rossa ad Alessandria

Dalla cabina telefonica a quella di regia il passo è breve, ma ambizioso. La consistenza numerica, così come le avvenute e incombenti scissioni dell’atomo alfanoide al pari delle differenti visioni tra casiniani e cesiani sul referendum tra i postdemocristiani, non sembrano essere un ostacolo per i vertici piemontesi di Ncd e Udc nel predisporre strategie e tattiche al pari di generali di grandi armate per le amministrative dell’anno venturo.  Con sul tavolo le mappa della regione con le bandierine più grandi appuntate su Alessandria, Asti e Cuneo e, a scalare, sui municipi minori in cui si andrà al voto in primavera, Enrico Costa e Gianni Barosini, rispettivamente coordinatori regionali di Ncd e Udc, riuniti nella città dell’Alfieri con l’auspicio delle celebre frase – volli e volli sempre e fortissimamente volli – hanno delineato la road map per le prossime comunali.

“Si è stabilito di avviare una consultazione con le altre forze politiche per individuare, fatte salve le specificità locali, un percorso che porti a una visione d’insieme e a una omogeneità delle alleanze” scrivono in una nota, annunciando che “nei prossimi giorni sarà costituita una cabina di regia comune che includa rappresentanti delle tre realtà locali”. Dietro un linguaggio volutamente non proprio esplicito sembrano, tuttavia, nascondersi ancora alcun nodi da sciogliere tra i due partiti, ad incominciare dal posizionamento nelle future coalizioni locali, del Nuovo Centrodestra, partito di governo alleato del Pd in ambito nazionale e non ancora dal profilo ben definito per quanto concerne i candidati sindaci da sostenere e le coalizioni cui affidare le speranze di piazzare qualche consigliere comunale.

Non meno a geometria variabile la situazione in casa Udc con l’ala che ha riferimento in Pier Ferdinando Casini (e quindi a favore del sì al referendum e una linea più vicina al Pd) a Cuneo così come ad Asti dove esprime l’attuale vicesindaco Davide Arri, mentre ad Alessandria con Barosini l’asse è spostato sulla linea di Cesa, più vicina al centrodestra. Posizioni che lasciano presupporre una politica di più forni alle prossime amministrative: Se a Cuneo la riproposizione di Federico Borgna potrebbe in qualche modo facilitare la situazione, magari con una candidatura centrista autonoma al primo turno, per Alessandria dove l’unico come di un possibile avversario di Rita Rossa (Pd) ad oggi è quello del vicepresidente della Fondazione Cr Al Antonio Maconi pare delinearsi un appoggio a questi, sempreché i vari partiti del centrodestra convergano su di lui lasciandolo, tuttavia, libero da etichette così come pare aver posto quale condizione per accettare. Ancor più fluida la situazione ad Asti dove solo dopo l’esito del referendum Fabrizio Brignolo, attuale sindaco dem, scioglierà la riserva su una sua eventuale ricandidatura. Nel caso di una sua rinuncia sarebbe pronta la consigliera Angela Motta, anche se in più di un’occasione avrebbe confidato, pur essendo disponibile a presentarsi “per spirito di servizio”, di preferire una corsa alle prossime politiche. Un quadro ancora a dir poco indefinito, insomma, quello davanti al quale incominciano a ragionare i centristi. Che annunciano una cabina di regia, ma ancora sembrano incerti sulla trama del film da girare, per non dire del finale.

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