STARLETTE

Appendino di lotta e di governo

La sindaca guest star alla kermesse nazionale dei Cinquestelle alterna con abilità il doppio registro: "istituzionale" (rivendicando la collaborazione con altre forze) e "militante" (mozione degli affetti). E sul Salone del Libro tira fuori gli artigli - FOTOGALLERY

Orgoglio e nessun pregiudizio. È una Chiara Appendino decisamente in forma e, soprattutto, attenta a coniugare ruolo istituzionale con la militanza grillina, quella che ha preso la parola sul palco del Foro italico di Palermo alla kermesse nazionale del Movimento 5 stelle.“Torino è una città straordinaria che ha conosciuto nuova vocazione culturale e turistica, ma con grande storia produttiva, che vogliamo rilanciare. Nostro obiettivo è creare lavoro, questa è la grande sfida da affrontare. Ci sono alcuni settori in cui la città e la regione hanno qualcosa in più rispetto ad altri”, ha esordito toccando il tasto dell’orgoglio. Nel suo intervento che, significativamente, ha aperto la serie di comizi degli eletti, la sindaca non ha fatto mistero della gravità dell’impegno: “Governare non è semplice - ha aggiunto -. Non è semplice amministrare una città come Torino. Spesso inizio alle 7 e finisco tardi la sera. Bisogna essere forti, coraggiosi e avere una grande squadra”. Con l’attenzione ai bisogni della città a “ricucire le due Torino”, aprendo le porte del palazzo ai cittadini: “I cittadini sono la bussola dei nostre scelte, solo ascoltandoli capiamo i bisogni, non dobbiamo chiuderci nei palazzi”.

In versione casual, canotta su pantaloni beige, Appendino ha alternato la sua veste “istituzionale” (il tailleur d’ordinanza, rivendicando la necessità di dialogare con le altre forze politiche) con quella di attivista: “Se non avessi avuto il movimento, una squadra di assessori e consiglieri non sarei nulla. La nostra forza è fare squadra. Con portavoci eletti su vari livelli. Ciascuno di noi può portare una parte preziosa alla nostra attività. Non dimentichiamoci dove siamo arrivati”.

Infine, un passaggio sulle vicende del Salone del Libro: '”In passato sono stati fatti parecchi errori, la Fondazione ha avuto qualche difficoltà, ho dovuto rimboccarmi le maniche e salvare la nostra storia, il Salone del libro. Stiamo lavorando sodo e sono convinta che riusciremo a fare un grande evento”. E poi tirando fuori gli artigli ha concluso: “Mi spiace per i milanesi, ma il Salone del libro è di Torino. Non può essere un grande editore a scipparlo, il Salone lo faremo e sarà un grande evento”.

Appendino guest star

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