Un Bignami di politica

Un libro che può servire da ripasso per quei politici colpiti da analfabetismo di ritorno o da chi aspira a un ruolo pubblico. Utile quindi alla gran parte degli attuali eletti

In un’epoca di crescente disincanto dell’opinione pubblica rispetto alla politica, il bisogno di fare chiarezza sui concetti fondamentali della teoria e della pratica che da sempre regolano e governano la vita dell’uomo non è mai stato così pressante. Le forze del terrorismo e del fondamentalismo religioso rappresentano minacce tanto insidiose quanto imprevedibili, che mettono a dura prova l’efficacia dei servizi di intelligence, mentre la libertà, la democrazia e i diritti umani subiscono gli attacchi di governi pronti a tutto pur di garantire la nostra sicurezza. Corruzione, violenza politica e tirannie suscitano l’indignazione della comunità internazionale e rendono sempre più forti le richieste di giustizia dei cittadini. I partiti politici sono ormai morti? Qual è l’incidenza moderna di ideologie come il socialismo e il liberalismo? La propaganda appartiene solo alla storia? In che modo i mezzi di informazione influenzano lo scenario politico? Quali sfide dovrà affrontare la società contemporanea in relazione a temi come il multiculturalismo e la povertà? Attraverso 50 brevi capitoli, accessibili nel contenuto e brillanti nello stile, Ben Dupré fa luce sulle questioni cruciali della politica, fornendo un’introduzione perfetta a una materia che, nelle sue molteplici sfaccettature, ci riguarda tutti.

 

Nel 1977 Ronald Reagan affermò scherzosamente: «La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomigli molto alla prima». Con tante scuse all’uomo che sarebbe diventato il quarantesimo presidente degli Stati Uniti (e alla logica), è probabile che la seconda più antica professione del mondo sia in realtà più antica della prima. Perché si può sostenere che comportarsi politicamente sia inscindibile dall’essere uomini. Aristotele definisce l’uomo zoon politikon (animale politico), convinto che gli individui si esprimano in senso pieno e caratteristico nel contesto della città-Stato greca, o polis, la parola da cui deriva «politica». La polis è quindi l’habitat naturale degli animali politici, dove interagiscono collaborando per stabilire le leggi e per costruire le istituzioni che regolano l’ordine sociale e la giustizia. E se gli umani sono essenzialmente animali politici, la vita senza la politica è impossibile.

 

La polis sarà anche il frutto della collaborazione civica, ma la forza che la anima è il conflitto. Se gli individui non fossero quasi sempre in disaccordo, la politica sarebbe inutile: in un mondo dobve regna l’assoluta concordia o la totale oppressione, la politica non potrebbe svilupparsi perché il dissenso non esisterebbe o sarebbe schiacciato. Abbiamo bisogno di vivere politicamente perché non c’è accordo generalizzato su come si dovrebbero ripartire i doni della vita, su chi debba esercitare l’autorità e chi debba subirla e su come ciò vada stabilito. Come acutamente osservato da Mao Tse-tung, la politica è guerra senza spargimento di sangue, un mezzo per risolvere i conflitti senza ricorrere alla violenza. In una società politicamente aperta, l’unico punto d’accordo è il consenso a tollerare le differenze: la politica è quindi l’arte (o forse la scienza, le opinioni sono discordanti) del compromesso.

 

Ben Dupré

50 grandi idee politica

Edizioni Dedalo, Bari 2011, pp. 208, € 18,00

print_icon