Manager migranti della sanità,
così salvano la poltrona
17:39 Giovedì 03 Novembre 2016
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Prosegue l'emorragia di dirigenti piemontesi verso altre regioni. In Liguria approdano l'ex direttore sanitario della To4 La Valle (che mantiene il posto all'ospedale di Chivasso) e la responsabile amministrativa Tudini, con tanti sponsor politici
Un piede in Piemonte e uno in Liguria. Anche se, visto che si tratta di poltrone (pure ben remunerate e ambite) viene in mente un’altra parte anatomica, anch’essa metaforicamente divisibile. Molto concretamente e, fuori di ogni metafora, ha invece diviso i suoi ruoli nella sanità pubblica il direttore del presidio ospedaliero di Chivasso Giovanni La Valle da ieri approdato al più grande ospedale della Liguria, il San Martino di Genova quale direttore sanitario. Mantenendo, però il posto in Piemonte
dove si è messo in aspettativa. Tutto legittimo, per carità. Ma questo non ha impedito che il suo arrivo nel capoluogo ligure sia stato accompagnato da polemiche giunte rumorose fino al consiglio regionale e alla giunta di Giovanni Toti il cui assessore (e vicepresidente) alla Sanità, la leghista Sonia Viale è finita nel mirino dell’opposizione del Pd.
A lei, oltre all’“inopportunità” della scelta adottata dal direttore generale del San Martino Giovanni Ucci viene chiesto conto anche di un altro acquisto fatto oltre l’Appennino: quello della dirigente del provveditorato (e già direttore amministrativo) sempre dell’Asl To4 Cinzia Tudini che sarà il nuovo direttore amministrativo dell’Asl di Chiavari. Una “chiamata”
davvero provvidenziale giacché arrivata prima dello scoccare dei fatidici 65 anni e che gli consentirà di restare in sella nell’amministrazione sanitaria fino alla scadenza del nuovo contratto. Indicata come vicina alla Lega (ma anche a Forza Italia e prima ad Alleanza nazionale, sussurrano dalle parti di Chivasso), sponde di peso e una carriera brillante, la dirigente con il suo approdo nel Levante non fa che acuire le polemiche su quella che in Liguria viene definita la calata dei piemontesi.
Trasferimenti che in Piemonte, dopo quello clamoroso di Fulvio Moirano in Sardegna (dove l'ha raggiunto un altro piemontese, Francesco Enrichens), suonano come l’ennesima conferma di un
sistema sanitario usato dai manager come un autobus sul quale salire o da cui scendere a seconda della convenienza del momento. Cercando magari di tenere il posto, non si sa mai. Il caso di La Valle è emblematico: va a dirigere il settore sanitario del più importante ospedale ligure, ma conserva il posto a Chivasso, ricorrendo all’aspettativa. Una pratica che il medico dimostra di conoscere assai bene come i precedenti lo attestano. Siamo nel pieno dell’estate quando La Valle in qualità di direttore sanitario della To4 indice un concorso per il posto da direttore del presidio di Chivasso. Il concorso si fa e chi lo vince? Lui. Il quale anziché insediarsi rimane a fare il
direttore sanitario dell’azienda chiedendo l’aspettativa per la nuova posizione. Due poltrone per un culo, diciamolo. Il fatto è che quando l’hanno detto all’assessore regionale Antonio Saitta, questi ha preso la cosa piuttosto male. “Trasparenza e necessità di evitare scelte non opportune” il preambolo al caldo invito partito da corso Regina al dirigente affinché lasciasse subito l’incarico di vertice all’Asl. Altro che aspettativa. Parola magica che non ci ha messo troppo a tornare in aiuto del medico. Per il quale arriva la felice chiamata dalla Liguria: lo aspetta il posto al San Martino, pronto per lui. Lascerà quello di Chivasso? Si è chiesto qualche ingenuo. Macché. In fondo c’era da aspettarsela, l’aspettativa.



