FIANCO DESTR

Centrodestra s’attacca al Trump

La vittoria del tycoon americano galvanizza l'asse del Nord a trazione leghista. Dal Piemonte in pullman verso Firenze per la manifestazione di Salvini. Napoli (FI): "Mai stati così uniti" e il "totiano" Cirio allunga il passo

Trumpisti di tutt’Italia unitevi. Il manifesto del centrodestra american version avrà la sua prima plastica rappresentazione domani a Firenze dove al fronte del No referendario la manifestazione organizzata da Matteo Salvini unirà il nuovo messaggio frutto del risultato elettorale americano. Un’occasione che Lega e Forza Italia (per la precisione quella della linea più dura, che coincide con le posizioni di Renato Brunetta e dell’asse dei governatori del Nord di Giovanni Toti) non vogliono lasciarsi sfuggire in vista non solo del 4 dicembre, ma di quello che potrebbe succedere dopo. E questo un obiettivo, non secondario dei trumpisti che si riuniranno nel capoluogo toscano dove dal Piemonte arriverà certamente l’europarlamentare “totiano” di ferro Alberto Cirio, il segretario del Carroccio Riccardo Molinari che ha organizzato pullman di militanti e poi altri esponenti di quell’asse verde-azzurro che  del centrodestra che, come osserva l’ex deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli (notato ieri a parlottare con Salvini dalle parti di Montecitorio) “non è mai stato così solido come oggi, a livello nazionale così come in Comune a Torino”. Lui a Firenze non ci sarà, ma solo per impegni irrinunciabili, non certo per scelta politica.

L’obiettivo dei trumpisti, si diceva: evitare che la coalizione si sfaldi dopo il 4 dicembre e proporre a tal fine un’assemblea costituente. Cento “costituenti” per definire programmi e regole, in pratica primarie per scegliere il leader di un partito unico, con liste collegate anche in vista di possibili elezioni anticipate. “Un modo per evitare una frattura con i cosiddetti moderati di Forza Italia” spiegano premendo sul pedale destro: “Non possiamo più aspettare. E quindi andiamo avanti, acceleriamo”.

Rilanciato nelle ultime ore, il progetto in realtà è in cantiere da tempo e prevedrebbe anche una eventuale unione dei gruppi parlamentari. Domani è un passaggio decisivo:  Salvini sul palco insieme a Toti e Daniela Santanchè, ma anche alla leader di FdI, Giorgia Meloni. Il leader del Carroccio si augura che arrivi un messaggio da Silvio Berlusconi. Dagli ambienti vicini al Cavaliere, tuttavia si fa notare come non si sia disponibili “ad alcuna fuga in avanti per formare un partitino condannato all’opposizione”. Forza Italia continuerà la sua strada secondo la via intrapresa con la delega a Stefano Parisi. Ma Brunetta avverte: “Il vento è cambiato, ora soffia forte” ed è convinto che la vittoria di Donald Trump porterà nuova linfa al fronte del No. Lo scopo primario per cui era stata organizzata la kermesse toscana. Che adesso a detta di molti “si trasformerà nella nascita della coalizione trumpista”, un patto tra Carroccio, Fratelli d’Italia e quella parte di FI che non ritiene possibile assolutamente scendere a patti con Matteo Renzi dopo il 4 dicembre o seguire il nuovo corso affidato a Parisi.

Il referendum appare, dunque, sempre più lo spartiacque del centrodestra con l’asse del Nord, espresso dai tre presidenti delle regioni Lombardia, Veneto e Liguria (Roberto Maroni, Luca Zaia e Toti torneranno ad incontrarsi il 25 a Milano) e dall’altra parte quell’ala azzurra assai meno incline a posizioni oltranziste. Carroccio anch’esso lacerato tra chi (ri)vorrebbe una Lega più vicina alle idee di Umberto Bossi – com’è il caso della consigliera regionale piemontese e consorte di Roberto Calderoli, Gianna Gancia – e chi segue Salvini verso il modello nazionale lepenista. In posizione dialogante, ma in campo a contrastare la riforma costituzionale, Claudia Porchietto, ieri sera ad Alba, feudo di Cirio, assieme al procuratore capo di Torino Armando Spataro.

Se l’ipotizzata costituente del centrodestra dovesse concretizzarsi punterà su una nuova leadership interna. Nessun Papa straniero, insomma. Come dire: Parisi fattene una ragione. Voci danno per favoriti Toti e Mara Carfagna, ma – quel che più conta – Berlusconi per il momento non pare intenzionato ad avvalorare, tantomeno a benedire alcun progetto. Per ora, poi si vedrà.

Nel frattempo l’asse del Nord accelera: domani conclusa la manifestazione di Firenze, Toti tornerà a Genova per un altro appuntamento pubblico, sempre in vista del referendum. Con lui a dibattere sulle ragioni del No e a rispondere alle domande dei cittadini, oltre a Brunetta, Paolo Romani, Mariastella Gelmini ci sarà, nuovamente, anche Cirio. E non mancheranno né la Lega (con l’assessore ligure Edoardo Rixi), né Fratelli d’Italia con il coordinatore Matteo Rosso. Ospitalità presto ricambiata, già il prossimo 16 novembre a Torino, dove al fianco di Salvini è atteso qualche esponente ligure di Forza Italia. Ormai sono tutti trumpisti senza frontiere.

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