Totò e Peppino

Dicono che… sia stato un siparietto degno di Totò e Peppino quello inscenato ieri in Sala Rossa dal capogruppo Pd Stefano Lo Russo e dal vicepresidente del Consiglio Enzo Lavolta, entrambi del Pd. Il primo ha rinfacciato al secondo l’indisponibilità ad aprire la discussione sulla lettera del procuratore generale Francesco Saluzzo, piombata in aula mentre si discuteva di tutt’altro: la famosa missiva con cui il magistrato ha censurato la solidarietà giunta dai banchi del M5s ai condannati No Tav. Un intervento di Lo Russo “sull’ordine dei lavori” e il conseguente battibecco sono serviti a informare tutti – giornalisti in primis – della presenza della missiva, in versione integrale, sui banchi dei consiglieri. Al punto che per stoppare il finto alterco il grillino Alberto Unia è stato costretto a chiedere l’immediata sospensione dei lavori convocando la conferenza dei capigruppo. Intanto slitta ancora la discussione dell’assestamento di Bilancio, non si parla del flop del Natale coi Fiocchi e il vicesindaco Guido Montanari intrattiene l’aula sui suoi propositi di risoluzione della crisi Israelo-palestinese.

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