I cattodem confidano nella trinità
Oscar Serra 07:30 Mercoledì 27 Settembre 2017 0Dal conclave degli ex popolari del Pd escono tre nomi su cui puntare: Gariglio, Lepri e Taricco. Il segretario piemontese pronto alla prova di forza sulle preferenze al Senato. Bonomo spera nel Canavese per strappare un altro mandato
Le elezioni si avvicinano e i Cattodem piemontesi mettono a punto tattiche e strategie per assicurare nel futuro parlamento degna rappresentanza a quell’area ex popolare e “margheritina” alle prese con una profonda crisi d’identità e di militanza. In una prima seduta del conclave sono emersi i nomi dei “papabili” per uno scranno romano, a partire dalla “trinità” su cui la componente gioca molte delle sue carte. A scompaginare i piani degli uscenti è Davide Gariglio: alla trentina di quadri e amministratori riuniti nella sede di “Prospettive 2030” ha confermato l’intenzione di puntare al parlamento. “Ma non voglio condizioni di favore dettate dalla mia carica, sono pronto a conquistarmi l’elezione correndo con le preferenze” ha detto. Una scelta che lo proietta dritto verso la competizione per Palazzo Madama.
Al Senato, dunque, dove l’uscente è il suo gemello diverso Stefano Lepri, il diarca con cui governa la potente area dei renziani della prima ora, composta in gran parte dagli ex popolari della Margherita e da qualche aggregato dell'ultima ora come l'ex bindiano Mauro Marino, il cui futuro appare quantomai incerto. Certo, bisognerà capire quale sarà la legge elettorale e se i consiglieri regionali (e quanti) otterranno la deroga per la corsa parlamentare (lo statuto del Pd non lo permetterebbe, a meno che non si dimettano prima), ma alle condizioni date la possibilità che si staglia all’orizzonte è quella di un dirottamento di Lepri verso
Montecitorio: difficile che possa ottenere una capolistatura blindata su Torino (quelle vengono decise a Roma e una dovrebbe essere già prenotata dalla renzianissima Silvia Fregolent), ma nel capoluogo i due collegi potrebbero eleggere anche un secondo deputato ciascuno e Lepri con le preferenze si è sempre trovato a suo agio, fermo restando che in questo contesto potrebbe giocare di sponda proprio con Gariglio.
Se così fosse i tre uomini più influenti del Pd piemontese potrebbero ritrovarsi a correre tutti al Senato: Piero Fassino (con l'ambizione di salire sullo scranno più alto) il già citato Gariglio e il presidente di Palazzo Lascaris Mauro Laus (anche lui speranzoso in una deroga). A loro si potrebbe aggiungere l’uscente Mino Taricco, di Cuneo, il terzo della Trinità cattodem. Un risiko che si compone con difficoltà, tra candidati in pectore che vagano nel buio in attesa di conoscere le regole del gioco. Ma il tempo stringe e qualche ragionamento s’inizia a fare. Non è un caso che anche nelle componenti nazionali c’è chi già serra i ranghi, come dimostra il seminario svoltosi alcuni giorni orsono al Senato in cui i parlamentari cattolici renziani – tra cui Lepri – hanno rivendicato “il ruolo del riformismo comunitario come argine al sovranismo e al populismo” (e soprattutto si sono contati in vista delle future spartizioni).
C’è un mondo in movimento e anche nella sacrestia degli ex democristiani si cerca la strada per non perdere la via (che porta a Roma). Il sottosegretario alle Politiche sociali Luigi Bobba, per esempio, forte del suo ruolo in alcune riforme di questa legislatura, a partire da quella sul terzo settore, potrebbe ottenere fuori dal Piemonte una candidatura blindata, mentre la giovane Francesca Bonomo sta facendo di tutto per non finire come quella che nel gioco delle sedie rimane in piedi quando la musica finisce e tutti prendono posto. Il suo collegio è quello del Canavese e lì – in assenza di una capolistatura – dovrà giocarsi il tutto per tutto con le preferenze, contando sul sostegno di un territorio in cui non dovrebbero esserci rivali di peso, ma soprattutto sulla rete dei giovani democratici, che guida assieme a Daniele Valle, e i voti di area che potrebbero arrivare di sponda, anche in questo caso da Gariglio.



