(5) STELLE CADENTI

Appendino “bogia nen” (almeno fino alle Politiche)

Di fronte ai sempre più frequenti segni di cedimento, la Casaleggio impone la moratoria elettorale. Serrare i ranghi e silenziare le contestazioni interne: l'obiettivo è andare al governo. Poi si vedrà, compreso il destino della sindaca

Chiara, bogia nen. Lo spazio non è una svista, perché di esortazione e non di soprannome in questo caso si tratta. Il “suggerimento” di accentuare al massimo l’understatement sabaudo in versione Cinquestelle e di muoversi, appunto, il meno possibile arrivato alla Appendino dalla  Casaleggio&Associati suona come la conferma di un qualche timore che le vicende torinesi possano ripercuotersi negativamente sul voto di marzo. Le vicende torinesi e il loro possibile evolversi (o involversi) preoccupano non poco lo stato maggiore grillino, soprattutto se le opposizioni dovessero imperniare gran parte della propaganda elettorale proprio sul “non governo” dei 15 mesi pentastellati a Palazzo civico.

Gli inciampi della sindaca torinese, “quella brava”, la sua posizione nel gradimento scivolata in fretta nella classifica, le vicende giudiziarie e il malcontento che ha preso il posto della luna di miele, sono elementi che nella strategia per la conquista del Governo del Paese pesano eccome. Impossibile contrastarli, tantomeno eliminarli. Unica via: mettere la sordina sull’amministrazione della città che, nei propositi grillini di un anno e mezzo fa, era il fiore all’occhiello da mostrare come esempio di buongoverno e, quindi, per la proprietà transitiva spiegare agli elettori che come si governa bene una grande città (che non sia Roma con i suoi mali atavici) così si governa bene l’Italia. Equazione oggi non più proponibile. Addirittura controproducente. Non giova neppure a una campagna elettorale, dove i Cinquestelle avranno scarsa possibilità di far leva sul traino dei candidati, riconfermando la loro forza nel simbolo e nei loro “modelli”, quell’immagine di una sindaca assai meno salda e decisa, risoluta e perentoria di quanto non lo fosse al suo esordio.

Non può oggettivamente avere dalla sua, la Appendino, neppure quella ostentata serenità e quel decisionismo che più volte ha sfiorato la sicumera: li ha persi per strada da tempo. Il santino della Giovanna d’Arco è ormai un ricordino sbiadito. Non che non abbia ragioni di essere preoccupata, ma quella che i detrattori individuano in una fragilità latente venuta fuori alle prime prove (anche se dure) appare ogni giorno un tratto difficile da occultare. Persino all’interno del movimento, dove a partire dai gruppi consiliari comunale e, soprattutto, regionale sale il fuoco amico e le dissociazioni, finora abilmente occultate, rischiano di esplodere in modo fragoroso.

E poi i rumors non sempre privi di un qualche fondamento sulla sua capacità di reggere fino alla fine del mandato, scivolati financo nel rincorrersi di voci incontrollate come quella, risolutamente smentita da lei stessa a una frugale bicchierata natalizia, di un altro bebè in arrivo. Notizia, fuor di dubbio, lieta ma che avrebbe avuto come contraltare un suo abbandono della poltrona, sempre meno comoda. Che Appendino possa gettare la spugna anzitempo non è più solo una congettura azzardata di una parte del Pd, ma ipotesi non più esclusa a priori persino nell’inner circle (politico e famigliare) della prima cittadina. Comunque, bocce ferme fino alle urne. Poi si vedrà, anche alla luce dell’esito del voto e degli sviluppi che avranno con il nuovo anno le questioni torinesi.

Non l’aiuta, nel complicato cammino quotidiano, anni luce distante dalla marcia trionfale lungo la centralissima via Garibaldi il giorno dell’insediamento, neppure quella regola dei due mandati e poi a casa, ancora vigente per gli eletti del M5s. Stante la norma interna per lei quello attuale dovrebbe essere il suo ultimo impegno in politica. Non che avrebbe potuto smentirlo o far finta che non esista, ma il sottolineare ad ogni piè sospinto che lei non sarà più ricandidata ha finito con l’ingenerare negli ingranaggi cruciali della macchina comunale uno stato di precarietà. I mandarini di Palazzo abituati a guardare avanti, con prospettive differenti rispetto a quelle più brevi imposte dalle regole grilline, rischiano – e pare accada già – di limitarsi, pur con lealtà, a una sorta di ordinaria amministrazione già traguardando un futuro che non sarà con l’attuale sindaca.

Un miscuglio di grane – a cominciare dal bilancio passando per Gtt – e di giravolte sugli assunti programmatici (come nel caso dei centri commerciali e della Città della Salute) che unito a quella fragilità, o “incapacità” per gli avversari – sempre più emergente non risultano certo un valore aggiunto per il M5s alla prova del voto politico. Un anno e mezzo fa avevano immaginato di mostrare Torino, con la sua sindaca, come modello di governo di una grande città traducibile nel Governo del Paese. Oggi, per stare ai primi danni, Chiara bogia nen.

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9 Commenti

  1. avatar-4
    14:44 Lunedì 25 Dicembre 2017 sornione state a rosica'

    è proprio divertente leggere i piddini o i berlusconini rosicare così tanto per aver perso il loro feudo cittadino! che dire, vi auguro altri mille di questi giorni!

  2. avatar-4
    16:27 Lunedì 18 Dicembre 2017 patty Torino sfruttata da milanesi e napoletani

    I milanesi della Casaleggio e Associati, insieme al napoletano Di Maio, se ne fregano del destino di Torino, gli serviva solo come trampolino di lancio per qualche poltrona romana. Povera Torino, e povera Italia.

  3. avatar-4
    08:20 Lunedì 18 Dicembre 2017 fatti la nuova ztl spegnerà il centro di Torino

    già adesso dopo le 20 via Roma è quasi deserta, un po'desolata, penso che se fosse consentito il parcheggio dopo le 20 sarebbe certamente più frequentata, la sera. Con i nuovi orari e tariffe, non sarà più possibile fare un salto in centro , magari dopo il lavoro, a cercarsi un libro nelle librerie, alcune aperte fino a mezzanotte, a fare un acquisto al volo, a farsi una vasca in via Garibaldi, a vedere un film. Perché se devo pagare 4 o 5 euro per entrare nella ztl, comincia a costare troppo. Il centro diventerà una zona strapiena nel weekend per la gente che arriva in metropolitana, e deserta in settimana e di sera.E poi diventa un circolo vizioso, meno gente ci può andare più chiudono i negozi, e ancora meno gente ci va a passeggiare, perché sarà insicura. Avranno pure studiato i flussi d'ingresso, in Comune, ma temo li abbiano interpretati male, le soluzioni che stanno decidendo sono ideologiche, non tecniche. Poi, i residenti saranno contenti? ah beh...in compenso impazziranno le zone limitrofe...

  4. avatar-4
    15:23 Domenica 17 Dicembre 2017 Crisbi Un condominio

    Ormai è chiaro che Torino viene amministrata come fosse un piccolo condominio, una cenetta insieme per solidarietà, il fasciatoio per il nuovo bebè in portineria, una partita a ping-pong, un twist in cortile. Torino però è molto molto di più. È ricchezza e povertà, arte e cultura, rabbia e dolcezza. Amareggia l’ultima pensata: se chi vive in periferia ( magari non per scelta) e vuoi venire o passare in Centro paghi. Alla faccia di livellare le disuguaglianze e integrare le persone. Altra modalità di far soldi. Progetti di altro respiro?

  5. avatar-4
    13:34 Domenica 17 Dicembre 2017 abrecu La sindaca più amata d'Italia

    Il vero dramma di Torino è rappresentato dai cosiddetti poteri forti che senza esitare hanno blandito questa ragazzetta velleitaria e arrogante. Per mesi il Chiampa,il Profumo , la Evelina con al seguito marito e giornali di famiglia si sono prontamente genuflessi sperando in non so cosa da questa insignificante combriccola familiare con dentro il marito i'ecclesiastico il leone da tastiera la guardia del corpo...abilissima solamente a sparare promesse alla Renzi&Salvini favorita dal declino dell'anziano politico ormai decotto e distratto dalle sirene romane.

  6. avatar-4
    12:59 Domenica 17 Dicembre 2017 moschettiere Era ora

    Sta finalmente emergendo quello che le persone normodotate avevano capito fin dalla sua candidatura. Appendina e la sua banda di incapaci non potevano fare nulla di diverso. Ora anche il suo scudo di protezione rappresentato da quella parte di poteri forti, fa fatica a coprire le immense inadeguatezze della brigata, pur sfoderando senza scrupoli armi non convenzionali (e il caso Morano è emblematico...). Speriamo che la gente capisca, ma su questo punto nutro molte perplessità. Sposando appieno ciò che i politici coltivano convintamente, ossia la totale disistima dell'elettorato in generale, vedo sempre più incombente un governo Di Maio prossimo venturo.

  7. avatar-4
    10:18 Domenica 17 Dicembre 2017 fatti politica e amministrazione, differenza

    amministrare è molto ma molto più difficile che fare politica, oggi, con le leggi attuali, i vincoli di bilancio, e la crisi che oggettivamente porta ad avere sempre minori disponibilità finanziarie, mentre aumentano le necessità. Detto questo, però, chi si propone al governo di un ente pubblico dovrebbe essere già preparato, avere piena conoscenza della normativa, appalti ecc, e non metterci mesi a studiare i faldoni, per la paura di sbagliare. Quanto al limite del doppio mandato, suona bene, come la rotazione degli incarichi, ma poi all'applicazione pratica non favoriscono il consolidamento delle competenze. L'unica regola auspicabile dovrebbe essere che chi non ha funzionato bene, o ha perso le elezioni, si leva dai piedi e non si ripresenta più. Ma poi leggo che Cota e Fassino sono ancora qui....

  8. avatar-4
    10:15 Domenica 17 Dicembre 2017 tandem A bugera' ......

    Quando arriveranno i conti da saldare, economici, giuridici e politici per piazza S.Carlo muoverà....

  9. avatar-4
    08:51 Domenica 17 Dicembre 2017 enzar Continua così che vai bene

    Ormai è chiara che la Sindaca cerca di tutto per fare perdere il suo partito alle prossime elezioni. Dopo che, durante l'estate, i parchetti delle periferie a Lei tanto cari in campagna elettorale erano stati abbandonati e senza il taglio dell'erba erano diventati savane, adesso la poca neve diventata ghiaccio ha trasformato i marciapiadi in "piste di pattinaggio per anziani". Lì dove ha preso i voti non ne vedrà più uno.

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