SOTTOVOTO

Indecisi, il primo partito

Saranno loro a determinare l’esito delle politiche di marzo. Scarso appeal dei candidati grillini, centrodestra in gran spolvero, ampi margini di recupero del Pd, Mdp rosicchia voti ai Cinquestelle. Stime e sondaggi d’inizio anno a casa Portas

“Il Pd da qui alle elezioni recupererà parecchio. Lo farà grazie provvedimenti assunti, dagli 80 euro che nessuno tra quelli che li criticano si guarda bene dal dire che li toglierà, fino all’aumento per gli statali, ma non di meno per i candidati, che hanno ben operato per il territorio. Forza Italia, anche in Piemonte, sarà saldamente davanti alla Lega almeno di due punti se non di più. Liberi e Uguali darà certo fastidio al Pd, ma porterà via voti anche ai Cinquestelle che cercheranno, senza riuscirci, di mettere sotto il tappeto il malgoverno di Chiara Appendino e della sua giunta”.

Mimmo Portas guarda il cielo grigio del Ponente ligure dove ha salutato il nuovo anno, ma nessun volo o viscere d’uccelli da interpretare come facevano àuguri e aruspici romani. Solo un paio di gabbiani infreddoliti. A essere ormai caldo, piuttosto, è il clima elettorale. Sciolte le Camere, il pellegrinaggio bipartisan presso il leader dei Moderati nella sua versione di uomo dei sondaggi e delle previsioni si sposta dal Transatlantico e dalla sala fumatori di Montecitorio, sorta di secondo ufficio del Mago Otelma dei seggi, al cellulare. Che, pure in queste ore, impazza. Tra un augurio e l’altro ci scappa la domanda su quel collegio: sicuro o a rischio?, meglio alla Camera o al Senato?

Aldilà delle battute e dell’immagine di Nostradamus delle urne guadagnata sul campo, Portas lavora sui numeri, soprattutto quelli molto attendibili dei sondaggi di Alessandra Ghisleri con la quale è in rapporto da tempo. Però se gli si chiede, adesso dei sondaggi, ti stoppa: “Inutile farli durante le feste quando la gente pensa ad altro. Per avere un quadro attendibile bisognerà aspettare almeno un paio di settimane, quando le coalizioni saranno più definite e il periodo delle festività sarà passato”. E allora tra tanti oroscopi e buoni propositi d’inizio anno, tanto vale prendere quel che Portas custodisce e aggiorna nei suoi ambiti foglietti. “Ma le tabelle dei collegi non me le sono portate qui al mare, per un paio di giorni”.

Vabbè, si va a memoria, onorevole. Partiamo dal centrodestra: “In Piemonte è ipotizzabile vederlo sopra il 28%, poi ci saranno posti in cui arriverà anche al 35 o 36 per cento e altri, penso alla Falchera, dove stenterà ad arrivare al 20”. E qui scatta la corsa al collegio buono. “Già. Per la coalizione di centrodestra Torino città e provincia sono un terreno durissimo: se il Pd, come non dubito, metterà candidati validi e penso a molti degli uscenti, insieme a noi Moderati può fare un ottimo risultato, tenuto anche conto dell’apporto che arriverà dalle circoscrizioni che sono tutte guidate dal centrosinistra”.

E poi c’è il fattore Appendino, quell’“effetto negativo che – spiega Portas – i torinesi hanno già provato sulla loro pelle e sulle loro tasche. Adesso cercano di tenerla lontano dalla competizione elettorale, ma la sindaca con la sua giunta peserà molto negativamente sul risultato dei grillini”. I quali con l’apertura a candidati civici e non iscritti, sempre secondo il fondatore dei Moderati “non guadagneranno un voto in più. È tutta una finta. Lo sanno tutti chi decide le candidature in quel movimento”. Che negli appunti di Mimmo stanno attorno al 25%, spalmato più o meno omogeneamente in tutta la regione. “Qualche collegio alla Camera lo prenderanno, due, forse tre al massimo se va bene”. Gli altri più o meno equamente distribuiti tra centrodestra e centrosinistra, ma con una differenza territoriale: “Se il Pd con i suoi alleati può fare un buon risultato a Torino e provincia, i collegi del resto del Piemonte, a parte uno, se li prenderà tutti il centrodestra”.

Quadro sostanzialmente simile al Senato, dove i collegi sono solo due. Nessun collegio uninominale per Liberi e Uguali, nelle proiezioni di Portas. La lista di Pietro Grasso che in Piemonte punterà sul proporzionale dal quale oltre al senatore Federico Fornaro, figura ormai di caratura nazionale tra i bersaniani, potrà portare a Roma due (o addirittura tre) parlamentari, a detta del leader dei Moderati.“Non eroderà voti solo al Pd, ma potrà dare molto fastidio ai grillini” pescando in quell’elettorato che lo stesso Bersani ha detto di voler recuperare.

Ma il recupero che Portas sottolinea è quello del Pd: “Ci sarà certamente. Se gli elettori valutano come si stava nel 2013 e come si sta oggi, quali miglioramenti, seppure restino ancora tante cose da fare, ci sono stati nel settore del lavoro e su altri temi, il recupero è certo. E poi – aggiunge – il Pd ha dei candidati molto validi, figure che hanno lavorato per il territorio e la cui azione è riconosciuta. Lo vedo, nel mio caso, per quanto riguarda l’impegno che ho messo per la rottamazione delle cartelle esattoriali, così come per la fatturazione elettronica. I segnali di riconoscimento arrivano. Così come sono certo per altri. Penso, per esempio, a quanto fatto da Stefano Esposito per la metropolitana di Torino e non solo, o da Cristina Bargero per evitare i licenziamenti dei lavoratori delle autostrade. Ma gli esempi son molti”.

Tornando al centrodestra, la coalizione secondo le previsioni di Portas potrebbe rischiare di perdere voti nell’area di centro “nel caso passi l’immagine di Matteo Salvini premier, cara alla Lega. Una parte di elettori finirebbe col temere questa svolta”. Ma le grane per il Carroccio potrebbero arrivare anche “da un bacino di voti conteso tra i leghisti, sempre più a destra con Salvini, e i Fratelli d’Italia”.

Ipotesi, scenari, previsioni che se non affidate a un volo di uccelli in cielo certo non sono ancora supportate da quei dati che il l’aruspice di Montecitorio attende per la metà di gennaio. “Quando si potrà incominciare anche a capire come potrebbe orientarsi quel 35 per cento di indecisi, che da solo vale più di ciascuna delle forze in campo”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    16:05 Lunedì 01 Gennaio 2018 PassatorCortese Ci penserà lui?

    ... a convincere gli indecisi con il suo esercito, vabbè, groppuscolo, di voltagabbana?

  2. avatar-4
    12:25 Lunedì 01 Gennaio 2018 moschettiere Illusioni pericolose

    Chi ha votato Appendina aveva "qualche problema" perché non occorreva grande acume politico per capire che quella banda di incapaci avrebbe potuto fare solo danni. Per molti è stato solo un voto contro Fassino e la sinistra, senza comprendere che 5S sono di sinistra, oltre al fatto che non si deve mai votare contro, ma a favore di qualcosa. E adesso quei votanti con "qualche problema" avrebbero capito? Non penso proprio. Questa è pura illusione, tipica degli ingenui... Ma già illusione e ingenuità ci hanno portato dove siamo, e dunque ora non potranno risolvere le cose. Gli indecisi, una parte starà a casa ed una parte sposerà la causa dell'ultimo spot assorbito. E lo sfascio è garantito.

  3. avatar-4
    10:17 Lunedì 01 Gennaio 2018 Paladino Indecisi che hanno deciso

    Una cosa è certa, gli indecisi che avevano votato Appendino per cambiare qualcosa, al 99 per cento, hanno deciso che col cavolo voteranno 5S, considerato che gli unici cambiamenti sono stati in peggio......

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