SPORT & POLITICA

Larghe intese sulle Olimpiadi

Pd e Forza Italia in pressing su Appendino: "Non perdiamo questa occasione". Sul tavolo il progetto per Giochi invernali low cost. E anche nel M5s si allarga il fronte del sì. La missione del sindaco (grillino) di Pinerolo

È il tempo delle scelte. Nel momento di massima fibrillazione all’interno della maggioranza Cinquestelle di Torino, ripiomba sulla scrivania di Chiara Appendino il dossier olimpico e questa volta a incalzare la prima cittadina non ci sono solo i sindaci delle valli interessate ma anche la Regione Piemonte in un asse inedito tra Pd e Forza Italia. A porre la questione è il presidente della commissione Sport di Palazzo Lascaris Daniele Valle, secondo il quale “è ora che la Città decida cosa intende fare e coinvolga anche la Regione, proprio come fece Sergio Chiamparino quando era sindaco e in piazza Castello governava il centrodestra”. Erano gli anni della concordia istituzionale. Operazioni come questa richiedono un asse istituzionale solido, relazioni e anche un bel po’ di investimenti che mai il Comune potrebbe sobbarcarsi da solo. “Non possono mica venire a bussare alla porta solo quando ci sono delle grane” prosegue Valle, secondo il quale è possibile “valutare un progetto a impatto ambientale limitato ed economicamente sostenibile”.

Una posizione simile a quella dell’azzurra Claudia Porchietto, ex assessore regionale e in rampa di lancio verso Montecitorio, che però mette in guardia: “Si evitino alleanze con Milano, nelle quali noi ci dovremmo accontentare delle briciole, piuttosto si punti sul Sistema Piemonte”. E soprattutto “si faccia subito un progetto credibile e sostenibile sul post olimpico, per evitare che diventi una patata bollente di cui occuparsi dal giorno dopo i Giochi e senza il sostegno di Coni e Governo”, così come avvenne nel 2006. Sulla questione anche Chiamparino si è espresso, confermando – ça va sans dire – il giudizio positivo sulle ricadute in termini di visibilità e non solo delle Olimpiadi del 2006, motivo per cui sarebbe pronto a sostenere una nuova candidatura di Torino, nella sua veste di governatore.

L’evento a Cinque Cerchi è tornato d’attualità proprio nei giorni in cui sta per alzarsi il sipario sui Giochi in Corea e all’indomani della riunione ospitata dal sindaco grillino Luca Salvai nella sua Pinerolo in cui i colleghi dei dieci comuni olimpici, all’unanimità, lo hanno investito dell’ingrato compito di convincere Appendino a prendere in mano il dossier olimpico e a lanciare la sfida per il 2026. Una questione che, neanche a dirlo, è destinata a riaprire una faglia all’interno della maggioranza, tra i “movimentisti” (Damiano Carretto, Daniela Albano, Viviana Ferrero) e gli “istituzionali” o “pragmatici” capeggiati da Marco Chessa. Quest’ultimo ieri, in un post su facebook, ha chiesto alla sindaca un cambio di passo e progetti a lungo termine in grado di riattivare una prospettiva di sviluppo per Torino. Le Olimpiadi possono essere un’occasione per rilanciare l’immagine del capoluogo piemontese e se organizzate con juicio eviterebbero anche gli sconquassi finanziari prodotti nel 2006. Per questo il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Ilotte ha redatto un dossier low cost che dimezzerebbe i costi rispetto alle scorse Olimpiadi, ma senza convincere l’ala più ortodossa che rappresenta il Movimento in Sala Rossa.

La novità è che ora, dopo mesi di responsabile attendismo, anche gli istituzionali intendono alzare la voce e le Olimpiadi potrebbero diventare la loro bandiera, anche a costo di andare allo scontro. Non solo Chessa, anche altri consiglieri si stanno confrontando sulla questione e nei prossimi giorni potrebbero uscire allo scoperto. Da più di due mesi giace in Consiglio comunale una mozione del Pd per chiedere – primo firmatario il segretario subalpino Mimmo Carretta – che impegna la sindaca a “percorrere tutte le strade possibili” per presentare una candidatura, eventualmente anche “di concerto con Milano”. Chissà che prima o poi la sindaca non consenta almeno un dibattito sul tema.

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