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SPIGOLA

Gariglio attacca Chiamparino: “Mi ha preso a pesci in faccia”

Costretto a lasciare la guida del Pd l’ex segretario medita di ricandidarsi al congresso. Punta il dito contro il governatore: “Corresponsabile della disfatta, ora fa il salvatore”. E rivela: “Mi voleva in giunta, ma io ho rifiutato”

Nuntereggae più. Un reggente difficile da reggere, un traghettatore con il timone stretto tra le mani, pronto a indossare i galloni di ammiraglio. Che la figura di Sergio Chiamparino, nelle sue varie declinazioni metaforiche ad indicarne il ruolo cui è stato chiamato (in verità la voce di alcuni è stata a dir poco flebile) in soccorso del Pd piemontese, si annunciasse foriera di qualche reazione era nelle cose. Ma se le avvisaglie erano arrivate dalla sponda fassiniana con il tentativo fallito di lasciar fuori il Chiampa, concentrando tutto il “potere” nella spartizione correntizia del comitato di reggenza, il colpo di scena sta maturando sulla battigia renziana. Risacca od onda lunga di craxiana memoria che sia, sta di fatto che in queste ore, c’è chi pensa di dover far coincidere la fine della Quaresima con la sua resurrezione politica alla guida dei democrat piemontesi.

Rinunciando almeno a tratti all’usuale grammatica democristiana, infarcita di cautele dorotee e circonlocuzioni forlaniane, l’appena eletto deputato e altrettanto da poco dimissionario segretario regionale del partito, Davide Gariglio con chi gli è vicino (anche attraverso il telefono o una ristrettissima chat, tenuta segreta ai più) si è sfogato: “Ho fatto e sto facendo tutto quel che è giusto fare, mi sono assunto le mie responsabilità, anche per fatti in cui non ho avuto la possibilità di incidere – il riferimento è alla composizione delle liste – ma a farmi prendere a pesci in faccia non ci sto”. Come gli sia uscita quell’espressione, per lui a dir poco forte, non si sa. Sintomo della tensione alla stelle o suggestione della bouillabaisse andatagli di traverso dopo due cucchiaiate al tavolo del Les Pêcheurs, rinomato ristorante sul Quai des Docks a Nizza, abituale meta vacanziera dell’ormai ex capogruppo a Palazzo Lascaris?

Davanti al mare della Costa Azzurra certi ricordi si fanno lividi: “Gariglio cambia passo” gli disse un giorno Chiamparino, vedendolo incedere troppo lentamente verso il banco per una votazione. Era quella la risposta beffarda del Chiampa al compagno di partito con cui non è mai scattato il feeling che gli aveva chiesto, pubblicamente di cambiare passo alla sua giunta. Quella in cui lo stesso Gariglio si era ben guardato dall’entrare o dal chiederne un cambiamento di uomini (e di donne) evitando di cadere nella rete ancora una volta calata da uno dei due ex ragazzi di via Chiesa della Salute: “Davide, vuoi il rimpasto? Chiedilo”. E, durante uno dei periodici bracci di ferro sulla riorganizzazione ospedaliera e i provvedimenti relativi alla psichiatria, anche: “Davide, vuoi fare l’assessore alla Sanità?

Uno gettava l’amo, l’altro non abboccava. E viceversa. Si è andati avanti così per quattro anni, mentre il Pd perdeva il Comune, poi un po’ di città e, meno di un mese fa, le politiche. Matteo Renzi si dimette e poche ore dopo Gariglio lo segue. In verità le dimissioni vengono congelate dal reggente nazionale Maurizio Martina in attesa dell’assemblea. E così il segretario piemontese si deve sobbarcare pure l’etichetta di “Findus”. Niente in confronto a quello che lo porterà alla decisione che sta meditando e potrebbe comunicare già fin martedì. “A questo punto, mi ricandido. Non posso tollerare che chi è almeno corresponsabile dell’attuale tracollo del Pd passi come salvatore”. E di nuovo il riferimento è all’inquilino del piano nobile di piazza Castello.

Da dimissionario congelato e poi scaduto al ritorno in quella gabbia di squali, un po’ sdentati, che pare essere diventato il Pd, pure in Piemonte, con corse in avanti verso il fronte grillino degli orlandiani, come attestato dalle dichiarazioni di Anna Rossomando, con i fassiniani che non nascondono di voler cogliere l’occasione per rimanere a galla. Spiaggiato (o presunto tale) il renzismo, occorre risalire la corrente.

In questo mare agitato, di certo Gariglio non pare intenzionato a lasciare il timone a Chiamparino. Non è mai stato sfiorato dall’idea di farlo, ma adesso ne pare preoccupato, ancor più guardando alle regionali del prossimo anno e ad un’eventuale ricandidatura dell’attuale governatore. Insomma, chi pensava che dopo lo scongelamento, l’onorevole Gariglio si sarebbe limitato a guardare da Roma le vicende del partito che ha governato negli ultimi anni, probabilmente dovrà farsene una ragione. “Mi ricandido”. Sottovoce, come in sacrestia, ha ripetuto senza far notare il punto interrogativo. Guardando le barche al riparo nel porticciolo. La burrasca è annunciata in Piemonte, nelle acque del Pd.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    23:55 Martedì 03 Aprile 2018 gastone SCONTRO FRA TITANI

    Paladino concordo, scontro fra titani deleteri e distruttori di istituzioni potenti e di partiti che avrebbero potuto dare un segno di rinnovamento...siamo alla frutta, vedremo come evolverà un futuro che vedo purtroppo assai oscuro dopo questi personaggi e questo "sistema" ignorante e incapace.

  2. avatar-4
    07:42 Domenica 01 Aprile 2018 Paladino Un bel confronto...

    Un bel confronto tra due incapaci. Uno ha devastato la regione,l'altro ha distrutto il partito.... tacciano e spariscano entrambe, è meglio......

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