L’alzabandiera dell’Appendino
16:37 Mercoledì 30 Maggio 2018 0La sindaca di Torino diserterà la manifestazione grillina a Roma e accoglie l'invito di Chiamparino. Il 2 giugno sarà in piazza Castello per celebrare la festa della Repubblica
In attesa di scoprire se il Movimento 5 stelle farà la marcia o la retromarcia su Roma, se percorrerà l’accidentata strada che porta a un nuovo esecutivo o tornerà sulle barricate, la sindaca Chiara Appendino sceglie un profilo istituzionale per il prossimo 2 giugno e annuncia che sarà in piazza a Torino per celebrare la festa della Repubblica, assieme al presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci. Un segnale di distensione dopo lo strappo istituzionale dei giorni scorsi, in cui la stessa
prima cittadina aveva manifestato il proprio dissenso verso l’operato del Quirinale disertando la seduta della Sala Rossa di lunedì assieme agli altri consiglieri pentastellati che il giorno prima erano scesi in piazza (Castello) protestando sotto le finestre della Prefettura. A distanza di pochi giorni, nella stessa piazza, Appendino sarà sotto il pennone, issato per l'occasione, al fianco delle alte autorità istituzionali tra cui quel Sergio Chiamparino che l'aveva invitata a sfilare al suo fianco per la Repubblica e non contro il suo presidente. Un appello sibillino verso “chi ha responsabilità istituzionali ad andare alle celebrazioni”, a quanto pare accolto dalla prima cittadina. E chissà se è un caso che in queste stesse ore pure la terza carica dello Stato, il presidente della Camera Roberto Fico, ha fatto sapere che diserterà l'iniziativa del suo MoVimento.
L'atteggiamento di Appendino, d'altronde, è in linea con il nuovo clima che sta tentando di creare Luigi Di Maio, passato in poche ore dalla richiesta di impeachment verso Mattarella a una rinnovata disponibilità a collaborare per cercare di formare un esecutivo. Insomma, nel cielo della politica italiana tornano a volare le colombe e Appendino si adegua, coltivando fino all’ultimo la speranza di un governo amico in grado di aiutarla nei tanti dossier aperti con lo Stato centrale, dalle compensazioni su Imu e Ici per 61 milioni di crediti vantati da Palazzo Civico, a Gtt, fino alla delicata partita sulle Olimpiadi invernali del 2026 che vede il presidente del Coni Giovanni Malagò orientato su Milano (seppur con un coinvolgimento marginale di Torino) e la sindaca impegnata a riportarle interamente sotto la Mole.



