Monge

Sì Tav ma non solo

Dunque, oramai è diventata quasi una moda. Non c’è dibattito pubblico o privato, non c’è conversazione pubblica o privata, che non parta con un preambolo secco: il Sì alla Tav - o il Tav, come dice qualcun altro - è la premessa necessaria e vincolante per dare un futuro a Torino, al Piemonte, al nord ovest, all’Italia e via discorrendo. E quindi garantire un futuro per i nostri figli, nipoti e pronipoti e chi più ne ha più ne metta. E sin qui, nulla di male. Sia per chi era Sì Tav sin dall’origine e in tempi non sospetti come il sottoscritto - ricordo, sommessamente, che la prima iniziativa pubblica e fortemente mediatica per la realizzazione della Torino-Lione fu organizzata e gestita nel 2010 al Lingotto di Torino con l’amico e allora collega alla Camera Stefano Esposito – e sia per chi, cammin facendo, si unì alla combriccola dei Sì Tav. Certo, devo dare atto che l’amico Stefano si è battuto in questi anni con coraggio e determinazione. E con lui, ovviamente, molti altri.

Non mi pare, però, che tutto il consenso di oggi fosse così massiccio negli anni e nei mesi scorsi. Poi sono arrivate le “madamine” e tutto il mondo confindustriale dintorni e la musica è cambiata. Profondamente cambiata. Bene. Anzi, benissimo. Dopodiché, detto che senza la Tav non c’è più futuro per nessuno, credo sia anche utile guardare oltre la Tav. Cioè, le prossime elezioni regionali si giocheranno sì sulla realizzazione della Torino-Lione ma probabilmente anche su altro. Perché, se è vero com’è vero che tutti, tranne il Movimento 5 stelle e Sinistra italiana ad altri gruppetti della sinistra radicale, sono d’accordo sulla Tav, è persin ovvio arrivare alla conclusione che non è su questo tema che si gioca la vittoria nell’ormai prossima consultazione regionale piemontese. E questo anche perché non si vive solo di pane e Tav.

C’è dell’altro all’orizzonte, come tutti sanno. A cominciare dalla credibilità, dall’autorevolezza e dal profilo del candidato alla Presidenza della Regione Piemonte; dal come si gestirà la sanità e il comparto socio-assistenziale e soprattutto anche dalla visione politica generale che il Piemonte potrà e dovrà avere a livello nazionale ed europeo.

Ecco, la Tav è importante, anzi molto importante. Ma, visto e considerato che l’ex centrosinistra - al netto di Sinistra italiana e altri gruppuscoli - e l’ex centrodestra sono tutti d’accordo, probabilmente la vera contesa elettorale per la guida del Piemonte si giocherà anche e soprattutto su altri fronti. Come, del resto, tutti sanno.

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