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MOBILITAZIONE

Salvini a Chiomonte, successo della piazza

Con la visita di Matteo Salvini al cantiere di Chiomonte, il Movimento Sì Tav che ho raccolto con oltre 110.000 adesioni alla petizione on line e con le Madamin nelle due grandi manifestazioni di Torino, ha ottenuto un primo risultato politico importante : i grillini sono in minoranza nel Parlamento e non potranno mai far proporre dal Governo la rinuncia alla Tav. Sono in minoranza nel Paese perché tutti i sondaggi dicono che il 70 per cento degli italiani è a favore dell’opera. 

Sono stato molto criticato per aver cercato il rapporto con Salvini ma l’ho fatto perché per me la Torino-Lione viene prima di tutto e Salvini è il vice-premier di questo Governo. Oggi qualcuno si ricrede.

Il risultato di oggi è ancora più importante perché con un Paese in recessione tecnica sicuramente non si può pensare di intervenire con la riparazione delle buche stradali o con le opere di manutenzione. Tutte cose indispensabili ma che hanno un effetto nel trascinamento del Pil modesto mentre come sosteneva Cavour solo le infrastrutture che uniscono Paesi diversi possono, spostando quote di traffico, influire sull’aumento del Pil. Molti erano scettici che riuscissimo a dare un seguito alla piazza. Invece oltre che a ripetere una manifestazione due volte in due mesi siamo riusciti – e io ne ho gran parte di colpa/merito – a convicnere Salvini e la Lega a prendere questa posizione.

La Piazza questa volta ha ottenuto ciò che la politica tradizionale non era riuscita a ottenere. La lentezza nella realizzazione dell’opera ci aveva portato al rischio di perderla malgrado la sua “strategicità”.

Un altro dato significativo di cui non ho chiaro oggi lo sbocco è la ricaduta elettorale dell’aumento dal 50 al 70 per cento del consenso alla Tav e alle Infrastrutture. Questi consensi saranno utili per la realizzazione delle altre opere strategiche nei porti e negli aeroporti.

Certo oggi Governo e Regione possono e debbono proseguire con maggiore determinazione nella realizzazione dell’opera più importante è più contestata. L’opera che aveva catalizzato tutti i No che in questi anni hanno via via bloccato l’economia del Paese al punto che negli ultimi vent’anni il Pil procapite del nostro Paese è cresciuto di venti punti in meno rispetto alla media europea.

La Tav sarà al centro del prossimo confronto elettorale regionale ma non tutti i Sì Tav sono credibili o uguali. Ecco perché concordo con Arturo Artom e altri sull’ipotesi di revisione del progetto della linea di adduzione al tunnel di base. Una ipotesi di revisione fatta propria oggi anche da Matteo Salvini. Una ipotesi che porterebbe al risparmio di un miliardo che si potrebbe utilizzare metà in Valle e metà per costruire il Primo Lotto della Linea 2 della Metro di Torino.

In questo modo si creerebbero subito migliaia di posti di lavoro, si sistemerebbe il territorio e si darebbe via un’opera per la mobilità urbana di Torino che colpevolmente non ha ancora iniziato i lavori della Linea 2 a 13 anni dalla inaugurazione della linea 1.

Ora occorre che il Governo sblocchi gli appalti che ridarebbero fiato ai lavori pubblici d alla nostra economia in recessione anche per i tagli agli investimenti degli ultimi Governi.

Da ultimo vedo che anche Chiamparino oltre a consiglieri comunali e regionali si è messo a utilizzare dopo lo straordinario successo della mia petizione Sì Tav, lo strumento della Petizione Change.org.

* Mino Giachino, già sottosegretario ai Trasporti dell'ultimo governo Berlusconi

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