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Piemonte oltre la Tav

La visita importante, coraggiosa e coerente del Ministro Salvini al cantiere di Chiomonte ha, di fatto, archiviato la “pratica” della Tav. Certo, va dato atto anche agli organizzatori delle due grandi manifestazioni Sì Tav di piazza Castello - e nello specifico soprattutto all’instancabile Mino Giachino, vero motore politico ed organizzativo della duplice convocazione - se la Torino-Lione è tornata prepotentemente alla ribalta dell’agenda politica nazionale e locale. Ma adesso, occorre pur ammetterlo, la fase è cambiata. E anche profondamente. Occorre prenderne atto per non cadere in clamorosi abbagli. E la visita di Salvini in Val Susa è stata, sotto questo versante, molto significativa. Certo, conosciamo tutti le pregiudiziali, i pregiudizi e i dogmi dei 5 stelle contro la realizzazione delle infrastrutture e le grandi opere nel nostro Paese. Ma un fatto è indubbio, ora: e cioè, la visita di Salvini ha messo la parola fine attorno ad un dibattito che misteriosamente è esploso in questi ultimi mesi dopo anni di torpore accompagnato solo dalle persin troppe scontate polemiche.

Comunque sia, adesso si volta pagina. Certo, ci saranno ancora polemiche e discussioni attorno alla Torino-Lione. Come ci sono state in questi ultimi 32 anni. Con metà Governo che giustamente la vuole, e l’altra metà che la contesta in tutti i modi e con tutti gli altri partiti d’accordo, è persin ovvio arrivare alla conclusione che prima o poi quest’opera si farà. Ma, al di là di questa disputa, peraltro originale e del tutto inedita rispetto anche solo a qualche anno fa, è altrettanto ovvio che per le ormai prossime elezioni regionali piemontesi la Tav non sarà più il tema principale attorno al quale si gioca la vittoria finale. E del resto lo ha capito, credo, immediatamente il presidente uscente Chiamparino se è vero, com’è vero, che ha già illustrato una serie interminabile di Sì per il suo nuovo progetto politico ed amministrativo in vista della campagna elettorale che si sta per aprire. Stessa cosa, com’è altrettanto evidente, sarà per il centrodestra che parte potenzialmente vincente - stando a ciò che dicono tutti i sondaggi sino ad oggi - ma che non potrà individuare nella realizzazione della Torino-Lione l’elemento determinante e decisivo per dirimere chi vincerà il prossimo 26 maggio.

Ecco perché adesso la competizione piemontese si sposta su altri temi. A cominciare dalla sanità e non solo perché copre oltre l’80% del bilancio regionale ma per la semplice ragione che è proprio questo il versante decisivo che deciderà chi vince e chi perde il Piemonte.

Una cosa è certa: da adesso in poi si apre una pagina politica nuova per il Piemonte. A conferma che, come dice un autorevole cattolico democratico Guido Bodrato, nella politica italiana la categoria della “imprevedibilità” continua ad essere decisiva. E il Piemonte, nel suo piccolo, ha confermato sino in fondo la profezia dell’ex ministro democristiano Bodrato.

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