Forza Italia

Il guru che rifà il look al Pd

“Ciao regà, vi comunico che sono il nuovo Campaign Manager e Communication Advisorblablabala del Partito Democratico Piemonte”. Sembra uno scherzo e invece è tutto vero. Il volto giovane, il linguaggio è smart e così leggendo un post su facebook (e dove sennò?) i militanti del Pd – almeno i più giovani – hanno scoperto che per le prossime elezioni regionali il partito piemontese condurrà la sfida elettorale anche sui social, dove da anni Lega e Movimento 5 stelle conquistano like e voti, condivisioni che diventano preferenze. Il compito di modificare il “sentiment negativo” che da anni accompagna il Pd e i suoi dirigenti sui social network spetta a Federico Josè Bottino, classe 1992, valsusino di Bussoleno, trapiantato a Torino dopo aver vissuto una parte della sua vita tra Roma, Milano e Bologna. Insomma è uno che ha girato e ha studiato, nonostante quella laura in Giurisprudenza lasciata a metà per dedicarsi alla sua passione, il linguaggio digitale: “Dico sempre che dovrei riprendere gli studi, ma poi tra un impegno e l’altro…”.

Nei giorni scorsi ne è arrivato un altro di impegno. Il primo in ambito politico se si esclude una consulenza offerta in passato a un’agenzia che stava conducendo studi per consolidare la presenza in rete di Matteo Salvini. “Io artefice del suo successo? No, quel copyright è di Luca Morisi, il suo vero spin doctor, io ho solo condotto uno studio, non ho meriti”. Oggi collabora con Synesthesia, “una delle 150 aziende digitali che crescono di più in Europa” e poi ha fondato una serie di start up tra cui Yeerida, una biblioteca digitale. Recentemente ha fondato assieme ad alcuni manager torinesi Sloweb, associazione che si occupa di etica della tecnologia.

Un cursus lavorativo già così ricco nonostante la giovane età e un ipercinetismo da far invidia a una trottola sono state le qualità che il segretario Paolo Furia ha apprezzato al punto da assegnargli la missione quasi impossibile di far tornare il Pd simpatico, almeno a qualcuno. Ma come? “Mettete like sulla pagina facebook e presto lo scoprirete” prova a cavarsela lui. “Scherzi a parte, penso che la prima cosa che dovremo fare è smetterla di rivolgerci in modo sprezzante nei confronti dei cosiddetti analfabeti funzionali, quelli che non comprendono fino in fondo le dinamiche dei social per età o istruzione. Non dobbiamo rappresentare l’élite, i migliori, perché i partiti di sinistra si prendono cura delle persone in difficoltà non le prendono in giro”. Il papà ferroviere e sindacalista Cgil, la mamma commendatrice della Repubblica Brasiliana, Bottino è figlio di due continenti e la politica in casa la respira da quando era bambino: “Mio padre era un comunista, lo ammetto”.

Servono temi nuovi e soprattutto vanno affrontati con messaggi nuovi. “Nei prossimi giorni ci confronteremo con Paolo (Furia ndr) e gli altri componenti della segreteria per stabilire i messaggi che vogliamo veicolare e iniziare a impostare la campagna” spiega Bottino. Tra le idee che già gli frullano nella testa anche quella di inserire on line il numero di telefono di uno dei vertici del partito “in modo da permettere alle persone di avere un confronto diretto e non mediato con chi chiede il loro voto”. In autunno aveva anche lavorato per un paio di mesi con Sergio Chiamparino con cui però il rapporto non è proseguito. Ora la sfida è con il Pd.

I principali temi da affrontare? “Dobbiamo occuparci di ambiente, che è uno dei temi più sentiti dalle persone e affrontarlo non in modo ideologico”. Per lui che è originario della Valsusa è facile finire sulla Tav, “un’opera che serve da un punto di vista innanzitutto ambientale – afferma – e noi dobbiamo spiegare che far circolare le merci sui treni è più ecologico che farle circolare sui tir”.

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