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OPERE & OMISSIONI

Caos Tav, sbloccati i bandi anzi no

Una lettera del premier Conte chiede a Telt di "evitare di assumere impegni di spesa gravanti sull'erario italiano e, dall'altro, adoperarsi per non pregiudicare gli stanziamenti" europei. Un capolavoro di ambiguità. Lunedì partiranno solo le manifestazioni d'interesse

“Si va verso rinvio dei bandi. Non partiranno lunedì”. È quanto puntualizzano fonti di Palazzo Chigi, dopo la notizia diffusa dal Sole24Ore, secondo cui Palazzo Chigi ha inviato una lettera alla Telt “per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese”. Insomma, l'ennesimo caos. Una situazione a dir poco kafkiana: ol premier Giuseppe Conte chiede a Telt di non fare atti che gravino sull’erario italiano ma nello stesso tempo di “adoperarsi per non pregiudicare gli stanziamenti finanziari posti a disposizione dall'Unione europea”. Un capolavoro di cerchiobottismo o una vera impostura. Telt, dal suo canto, replica che lunedì procederà: “Preso atto delle posizioni dei due governi vi informiamo che, in assenza di atti giuridicamente rilevanti che comportino istruzioni di segno contrario, abbiamo previsto che il Cda fissato per l’11 marzo 2019 autorizzi la Direzione a pubblicare gli avis de marchés (inviti a presentare candidatura) relativamente agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base, in modo da rispettare il termine del 31 marzo” per avere il finanziamento Ue per il 2019”.

La Telt conferma anche l’inserimento negli inviti alle aziende “dell’esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che ciò generi oneri per la stazione appaltante stessa, né per gli Stati”. “A nome del consiglio di amministrazione, consapevoli della delicatezza di tale decisione e della sua importanza politica, confermiamo - prosegue la società – l’avvio della prima fase di candidatura (invito alle imprese a presentare candidature) sottoponendo la successiva fase di trasmissione dei capitolati per la presentazione delle offerte al preventivo avallo dei due governi”; l'inserimento “nei suddetti inviti dell’esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che ciò generi oneri per la stazione appaltante stessa, né per gli Stati”. La famosa clausola di dissolvenza.

“La pubblicazione dei bandi di gara relativi ai lavori principali è stata rinviata, su richiesta del governo italiano e con l’accordo francese, pur invitando la società a fare in modo di salvaguardare i finanziamenti europei”, scrive Mario Virano, dg di Telt, in una lettera inviata ai premier italiano e francese. “Un nuovo rinvio di tali pubblicazioni oltre marzo comporterebbe la riduzione della sovvenzione europea di 300 milioni. Tale perdita rischia di richiamare in causa la nostra responsabilità civile e amministrativa, quale conseguenza dell’inerzia decisionale”. 

Oggi le associazioni produttive torinesi hanno incontrato i parlamentari piemontesi, annunciando azioni legali qualora lunedì non dovessero partire i bandi della Torino-Lione, a loro è stato consegnato un documento in cui vengono riassunte le “rivendicazioni” del territorio. Ai rappresentanti del sistema economico e produttivo della regione non è piaciuto l’intervento della parlamentare leghista Marzia Casolati, eletta in Valsusa, che con toni da propaganda nel difendere la posizione assunta dal suo partito e dal “Capitano” in particolare, ha chiesto a tutti di “fidarsi” dell’azione di Salvini, incassando una bordata di critiche e pure qualche fischio. “Le professioni di fede si fanno in chiesa non con i lavoratori”, le ha rinfacciato a muso duro Marco Bosio della Fillea-Cgil. Nel pomeriggio è atteso in piazza a Torino un flash mob delle madamin a sostegno del progetto. 

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