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VERSO IL VOTO

Popolare, progressista e verde: il fianco sinistro di Chiamparino

Prove di unità in vista delle regionali. In Piemonte si profila un rassemblement in grado di superare le divisioni nazionali. Ma tra rancori, ripicche e ambizioni personali a sinistra tutti si guardano in cagnesco. Domani Pizzarotti a Torino

In una sinistra che fatica a trovare la stella polare, il Nord assume i connotati di un rassemblement “il più ampio possibile” dotato di un’anima civica e pragmatismo governista. In Piemonte qualcosa si muove, piccole formazioni, partiti (o quel che resta di vecchie imprese finite male), esponenti di una gauche alla ricerca di senso prima ancora del consenso. L’orizzonte sono le elezioni europee, regionali e amministrative del 26 maggio, un appuntamento in cui quel che resta di Leu – dagli scissionisti di Mdp-Articolo 1 alla Sinistra italiana di Nicola Fratoianni – ha intrapreso una strada che porta alla presentazione di una lista “progressista” a sostegno di Sergio Chiamparino, abbandonando la velleitaria autosufficienza rispetto al Pd.

Un percorso tortuoso suggellato dall’iniziativa che si è svolta alla fine di febbraio cui hanno partecipato il capogruppo di Leu a Montecitorio Federico Fornaro, il collega della sinistra dem Andrea Giorgis, il coordinatore di Progetto Torino Gianguido Passoni, più volte assessore in via Milano, e il presidente della V Circoscrizione del capoluogo Marco Novello. Un dialogo in cui l’ala sinistra del Pd prova a riallacciare antichi legami, aiutata anche dalla recente vittoria alle primarie di Nicola Zingaretti, mentre gli ex di Sel lavorano per ampliare il perimetro, come dimostra l’incontro di giovedì scorso patrocinato dal consigliere regionale Marco Grimaldi, in cui assieme ad Andrea Stroscio e Aldo Corgiat di Mdp c’erano pure i referenti di Possibile e dei Verdi, questi ultimi rappresentati dalla portavoce nazionale Elena Grandi. Una riunione sulla quale le bocche dei convitati restano cucite ma che secondo i bene informati potrebbe portare a un’alleanza, alle prossime regionali, tra la cosiddetta “sinistra dei diritti sociali e civili” e il mondo ecologista che dopo le manifestazioni studentesche di ieri ha rialzato la testa e spera di intercettare questa nuova onda verde che s’insinua nell’opinione pubblica.

Tante parti di un arcipelago fittissimo che prese da sole sarebbero destinate all’autoreferenzialità. Destino al quale resta aggrappato Roberto Placido, ex vicepresidente del Consiglio regionale, già tra i protagonisti della scissione dopo l’esclusione dalla lista Pd alle regionali di cinque anni fa e ora candidato a sindaco di Rivoli per “Sinistra Popolare”, un logo creato in laboratorio con lo scopo dichiarato di disarcionare il cavallo del Pd Emanuele Bugnone. Più che un progetto politico, una scelta figlia “dell’astio” con l’obiettivo di alcuni maggiorenti “di consumare la propria vendetta nei confronti del Pd” secondo la lettura di Nino Boeti, numero uno a Palazzo Lascaris, già sindaco di Rivoli. Chi ha avuto modo di raccogliere le confessioni dell’ex “P” del Pec, la prima corrente diessina nata nel 2007 in Piemonte, Placido guarda già alle prossime amministrative di Torino: per questo avrebbe maturato l’idea di rinunciare a un clamoroso ritorno in Consiglio regionale, sfruttando le elezioni in alcuni comuni della cintura, tra cui Rivoli appunto, e Beinasco per far circolare il nuovo simbolo.

Dalla Sinistra Popolare di Placido alla “Sinistra Italiana” di Grimaldi, l’unico consigliere regionale dell’attuale maggioranza dichiaratamente No Tav, ma che nonostante ciò ha scelto di far parte della squadra di Chiamparino e non senza difficoltà ha fatto digerire questo percorso anche ai suoi compagni di partito. Le maggiori resistenze sono arrivate dal Piemonte 2, dove c’è chi continua a considerare non soddisfacente l’operato dell’amministrazione regionale ed è con loro che Grimaldi ora deve mediare per evitare nuove scomposizioni. Assieme ai consiglieri uscente, Silvana Accossato e Valter Ottria sarà tra i candidati in lizza, mentre Passoni non pare intenzionato a correre.

Una strada alternativa è quella intrapresa dall’assessora a Immigrazione e Pari opportunità Monica Cerutti, eletta nel 2014 con Sel e ora candidata di punta dell’Italia in Comune di Federico Pizzarotti, che domani sarà nuovamente a Torino per promuovere la lista. Con la Cerutti anche Matilde Casa, sindaca di Lauriano, piccolo comune del Canavese, nota per i suoi atti contro il consumo del suolo che gli sono costati anche qualche disputa a carte bollate.

A questo punto pare molto probabile che Chiamparino non subirà la scissione a sinistra patita da Piero Fassino alle amministrative del 2016, quando Giorgio Airaudo coagulò un fronte contro di lui cui partecipò lo stesso Grimaldi e che Passoni provò ad arginare con Progetto Torino. Ora i protagonisti di quelle vicende corrono tutti insieme, e fuori dallo schieramento sono rimasti solo Rifondazione Comunista e l’evanescente formazione guidata dal Masaniello di Napoli Luigi De Magistris: per presentarsi alle elezioni, però, serviranno 10mila firme.

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