DISCORDIA ISTITUZIONALE

Cirio e Appendino, nuovo battibecco sulla Ztl

Secondo il governatore del Piemonte è un provvedimento ideologico: "I dati dimostrano che il problema è l'inquinamento da riscaldamento dei condomini". La sindaca: "Non è vero, andiamo avanti"

Altro che concordia istituzionale. Sul nuovo progetto di Ztl a Torino, il battibecco ormai è continuo fra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e la sindaca Chiara Appendino, intervenuti questa mattina alla trasmissione Centocittà di Radio Rai Uno. Tema centrale il progetto Torino Centro Aperto, il nuovo modello di Ztl varato dalla giunta comunale che prevede l’ampliamento dell’orario fino alle 19,30 anziché 10,30 ma con possibilità d’ingresso pagando un voucher dal costo variabile a seconda di quanto inquina l’auto.

Fra gli argomenti di dibattito i dati sulla produzione di inquinanti in città. Per Cirio, infatti, il provvedimento che la Appendino intende introdurre da gennaio “non è figlio di nessun ragionamento scientifico ma solo di tipo ideologico” e cita uno studio dell’Arpa secondo cui “solo il 6% dell’inquinamento della città di Torino è provocato dalle famose macchine diesel, dal traffico, il 49% da impianti di riscaldamento dei condomini”.  “È falso dire che il traffico non incide pesantemente sull’inquinamento - ribatte Appendino -. I dati a cui fa riferimento il presidente Cirio sono le concentrazioni, ma noi dobbiamo guardare le emissioni e oggi chi emette a Torino sono per l’85% i trasporti e solo per il 5% il riscaldamento. Ci confronteremo sui dati, com’è giusto che sia, ma non condivido assolutamente la sua ricostruzione”.

Per il presidente del Piemonte “il problema delle auto nel centro è sicuramente da affrontare, ma non può essere “il” problema. Non si può immaginare, chiudendo al traffico veicolare il centro della città, di aver risolto il problema dell'inquinamento”. “È un provvedimento che non considero sbagliato a priori – specifica Cirio – le limitazioni del traffico le abbiamo condivise anche noi nel protocollo sottoscritto con Lombardia e Veneto, purché però vengano supportare da valori scientifici reali e siano efficaci”. Fra le proposte della Regione, da inserire nel protocollo del bacino padano “diremo che il blocco con Ztl con voucher d’ingresso è un’ipotesi che non riteniamo utile e introdurremo una serie di deroghe del buon senso, come quella in base all’Isee, perché non si può immaginare che le persone non cambino la macchina perché non hanno voglia ma è perché non hanno i soldi”. Per Appendino il problema di Torino resta invece l'inquinamento da traffico. “Il nuovo modello è assolutamente necessario – ribadisce la sindaca – e tiene insieme ambiente, salute e un centro più sostenibile ed effettivamente aperto. Non vogliamo fare cassa – sottolinea – anzi speriamo di fare zero di cassa perché vorrebbe dire che tutti rispettano il nuovo modello. Ho massimo rispetto per tutti – conclude Appendino – e stiamo cercando un dialogo, tanto da aver già inserito alcune modifiche, ma c’è un perimetro che abbiamo definito e un obiettivo. Col presidente Cirio ci confronteremo sui dati, ma non condivido la ricostruzione che fa sul riscaldamento perché a Torino sono le auto a generare il maggior inquinamento”.

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