POLTRONE & SALOTTI

Cena della Fondazione, piatto forte le fusioni

Attovagliato al Palazzo del Governatore di Alessandria tutto (o quasi) il gotha della finanza piemontese. Il presidente della Crt Quaglia parla fitto fitto con Palenzona e il veronese Fratta Pasini. Nozze in vista tra Bpm e Ubi?

Chissà se la sbrisolona a concludere la cena alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria era un omaggio al veronese Carlo Fratta Pasini. Certo è che il presidente di Banco Bpm è stato uno dei più corteggiati e consultati dal gotha finanziario e industriale attovagliato ieri sera nel cortile del Palazzo del Governatore, sede della cassaforte mandrogna al cui vertice siede da pochi mesi il notaio Luciano Mariano.

Se il suo esordio quale anfitrione dell’appuntamento annuale ha contemplato anche il vaglio del menù, la casualità della scelta del vitello tonnato andrebbe rivista con lo sguardo volto a Cuneo e, in particolare, a due degli ospiti visti conversare amabilmente e a lungo con l’appena citato numero uno di Bpm: il presidente della Fondazione CR Torino Giovanni Quaglia e il suo storico protegè Giandomenico Genta che sta al vertice di Cr Cuneo.

Assente, al contrario dello scorso anno, il nuovo presidente di Acri e (ancora per un po’ di mesi) della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo. Molto presente nei conciliaboli il ruolo e il futuro (legato alle decisioni del Governo) di Cassa Depositi e Prestiti con Quaglia, presidente del comitato di supporto in seno a Cdp, a ragionare sul peso delle fondazioni e della parte che la cassaforte controllata dal Mef potrà giocare nell’ennesimo salvataggio di Alitalia.

Parli di aeroporti e come un cargo atterra, con un lieve ritardo, sul suolo natìo (qualcuno direbbe nel giardino di casa) Fabrizio Palenzona, in passato a capo della società del gruppo Benetton che gestisce gli scali romani. La notizia sarebbe stata se Furbizio - artefice del rinnovamento in continuità che ha portato Mariano a succedere senza scossoni (a parte lo scorno dell’evergreen Agostino Gatti) a Pierangelo Taverna – non si fosse visto. Non c’era Taverna, in vacanza forse prolungata per spegnere gli acidi commenti legati al suo ruolo di presidente emerito e lasciare quindi il palco, completamente al suo successore, a suo agio tra i 14 tavoli accompagnato dal vice Cesare Rossini e seduto a quello dei presidenti dove nessuno può escludere che, tra il primo e il secondo, si sia ragionato del piatto forte, ovvero della prossima fusione tra Banco Bpm e Ubi Banca.

Matrimonio in grado di suscitare grande interesse e altrettante attese quello tra la banca erede della Banca Regione Europea Banca Popolare di Milano, che incorporò tramite la Banca di Legnano la Cassa di Risparmio di Alessandria. Come già riferito dallo Spiffero, (LEGGI) a queste nozze i cuneesi si stanno preparando da tempo, con Quaglia che per evitare un ridimensionamento del peso di Crc in un’Ubi fusa con Banco Bmp ed evitare preoccupazioni a Genta, con buon anticipo ha preso nella pancia di Crt qualcosa come 40 milioni di azioni: pronte a essere messe a fattor comune con il 5,9% del capitale di Ubi Banca detenuto dalla cassaforte cuneese.

Non certo disinteressato allo scenario prossimo venturo neppure un altro dei commensali, Mario Sacco, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e membro del Consiglio dell’Acri, impegnato a ridurre il peso della fondazione nella banca astigiana e a decidere che fare di quel denaro che entrerà dalla vendita delle azioni, resasi necessaria per far posto a alle omologhe di Biella e Vercelli dopo l’operazione che ha portato CR Asti al controllo di Biver Banca.

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Convenevoli con nomi noti dell’imprenditoria – da Debora Paglieri, presidente dell’azienda di famiglia a Bruno Lulani della Giuso, leader nei prodotti per gelati, passando per il riscopritore del Timorasso, l’enologo Valter Massa, amico di Oscar Farinetti – e volti più o meno conosciuti della politica. Avvistati il senatore azzurro Massimo Berutti, il capogruppo del Pd in Regione Domenico Ravetti e il neo assessore alla Cultura della giunta di Alberto Cirio, la leghista Vittoria Poggio, oltre al presidente del gruppo Amag Paolo Arrobbio e l'ad Adelio Ferrari, freschi di uno scazzo su un bando della multiutility.

Alla cena dove Fratta Pasini è arrivato con l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, c’era anche il vescovo (che esprime un suo rappresentante in fondazione), monsignor Guido Gallese. Presto per benedire le nozze tra Banco Bpm e Ubi Banca, anche se gli invitati che contano in Piemonte c’erano tutti.

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