PALAZZO CIVICO

E ora "stati generali del centrodestra"

La proposta di Osvaldo Napoli (Forza Italia) in vista di un possibile precipitare degli eventi a Palazzo Civico. Appendino rischia di cadere e la coalizione deve iniziare una discussione in grado di coinvolgere forze produttive e corpi intermedi

Spirano venti di elezioni su Palazzo Civico e anche il centrodestra torinese si risveglia dal torpore. “Lo scompiglio in cui è finita la giunta grillina e le difficoltà ad andare avanti del sindaco Chiara Appendino devono indurre il centrodestra ad avviare una riflessione strategica sullo stato delle cose. Sono dell’avviso che alla ripresa autunnale le forze del centrodestra dovrebbero avviare un tavolo permanente di consultazione per mettere in campo idee e programmi, vuoi per riparare i disastri che lascerà la giunta grillina, vuoi per elaborare un piano di rilancio e restituire a Torino una prospettiva di crescita aprendo la finestra su un futuro che oggi appare compromesso". Ad affermarlo è il deputato e consigliere comunale di Forza Italia Osvaldo Napoli che ieri, in Sala Rossa, era tornato ad auspicare un cambio di passo per la sindaca, da attuare anche attraverso un cambio della squadra di governo e il coinvolgimento delle forze più rappresentative della città.

Una strada difficile da percorrere e allora tanto vale che a interloquire con i corpi intermedi ci pensi il centrodestra. “Dopo questi anni di infelice decrescita, le forze economiche e sociali si attendono una virata decisa all’insegna dello sviluppo – aggiunge Napoli –. Lo schieramento di centrodestra farà bene a mettere a fuoco temi e problemi sui quali aprire un confronto con i cittadini, i quartieri, le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali e di interessi diffusi. Molinari, Zangrillo e Comba (i coordinatori piemontesi di Lega, Forza Italia e Fd’I ndr) si facciano promotori subito di un confronto per affrontare qualsiasi circostanza. In questo senso non mi pare sbagliata l'idea di convocare gli Stati generali del centrodestra torinese. E' un lavoro importante da avviare in brevissimo tempo perché il dopo-Appendino potrebbe essere meno remoto di quanto oggi ci appaia”.

print_icon