GRANDI EVENTI

Atp Finals, decide solo Appendino

La sindaca evidentemente non si fida della sua maggioranza e il Governo, per decreto, le consente di approvare permessi edilizi collegati al grande evento senza passare dalla Sala Rossa (per opere pubbliche e private) - DOCUMENTO

Il Consiglio comunale di Torino esautorato per decreto. Sulle Atp Finals Chiara Appendino si trasforma in una sorta di commissario straordinario di fatto. È quanto previsto dal testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 marzo. Qui si legge che “l’adeguamento degli impianti destinati ad ospitare il grande evento sportivo è considerato (…) di interesse pubblico, anche senza previa deliberazione del Consiglio comunale, e consente il rilascio di titoli abilitativi in deroga agli strumenti urbanistici generali”. Questo vuol dire che ogni autorizzazione in deroga al piano regolatore, collegata, in modo diretto o indiretto, alla realizzazione delle Atp Finals (in programma a Torino per cinque anni dal 2021 al 2025) potrà essere realizzata senza la necessità di passare dalla Sala Rossa.

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A volerle interpretare con occhio malizioso, queste poche righe contenute nel documento sembrano essere volte a evitare che la prima cittadina, sostenuta da una maggioranza ogni giorno più traballante, possa finire sotto scacco dei suoi stessi consiglieri su una serie di provvedimenti propedeutici a un evento che accenderà i riflettori di tutto il mondo su Torino. Il gruppo pentastellato si è comportato in questi anni come una variabile impazzita – basti pensare alle sceneggiate su Olimpiadi e Cavallerizza – e per questo Appendino pare non voglia correre rischi e forse per questo, in modo inusuale, ha chiesto che i provvedimenti propedeutici a questo grande evento possano rimanere fuori dalla Sala Rossa: discussi e approvati in giunta, lontani da pericolosi colpi di testa in grado di questo o quel consigliere.

Con lo stesso decreto il governo istituisce un “Comitato per le Finali Atp”, presieduto proprio dal sindaco di Torino, o da un suo delegato, e composto da un rappresentante della Regione, con funzione di vicepresidente, da uno del Governo e da uno della Federtennis. Per quanto riguarda infine la “manifestazione a costo zero”, ben diversa dalla greppia olimpica nella narrazione dei Cinquestelle torinesi, il decreto specifica che “il Comune di Torino è autorizzato a elaborare il piano delle opere e infrastrutture pubbliche e delle opere private destinate alla ricettività, alle attività turistiche, sociali e culturali” collegate alle Atp Finals, peraltro in deroga al Codice degli Appalti. Una sorta di elenco della spesa che Appendino potrà fare e che Pantalone soddisferà “nel limite delle risorse disponibili”. 

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