LA SACRA RUOTA

Automotive, la strada è l’aggregazione

Ci sono troppe aziende piccole che non riescono a fare sistema. Solo così, afferma l'ad di Pininfarina Angori, il settore può avere un "grande futuro". Integrare design, digitale e innovazione. "Bisogna avere il coraggio di cambiare"

“Il mondo del design e della progettazione che ruota intorno all’auto ha un grande futuro. Oggi però ci sono troppe aziende piccole che non riescono a fare sistema. La strada è quella dell’aggregazione. Le grandi aziende dovrebbero incoraggiare questo percorso”. Silvio Angori, amministratore delegato della Pininfarina, indossa il cappello di presidente del Gruppo Carrozzieri e Progettisti dell’Anfia e indica la sua ricetta per un settore in grande difficoltà. “Il Covid – spiega – ha accelerato un processo negativo. La crisi del mercato ha avuto pesanti contraccolpi sulle società che fanno dall’esterno attività di sostegno ai grandi gruppi. C’è poi la digitalizzazione che interessa tutti i processi: la sperimentazione dei prodotti avviene sempre di più in modo virtuale, sono meno necessari i prototipi”.

Secondo Angori, “bisogna interiorizzare il fatto che il design non è più un gesto estetico, ma il risultato di tante competenze: il digitale, l’interazione uomo-macchina, l’estrema attenzione al disegno dell’esperienza da trasmettere all’utilizzatore finale”. Per questo, “tutti i mondi del design non auto devono convergere sull’auto. Bisogna interagire. La politica può favorire l’aggregazione tra campioni che nei loro settori sono punti di riferimento”. Angori, che in passato ha proposto un ministero del design, invita a creare un dipartimento all’interno del Mise, che si occupi di design Made in Italy.

Infine, la formazione: “Ci sono troppi designer, a volte improvvisati. C’è bisogno di un percorso di selezione, mirato. Il designer non è colui che ha una grande mano e fa un bel disegno, bisogna unire la tecnologia con l’estetica, capire come il bell’oggetto possa essere prodotto. Spesso nelle scuole manca il collegamento con le realtà industriali”. “Il design è una risorsa dell’Italia, non possiamo abbandonarlo, ma bisogna guardare in faccia la realtà. Non si può insistere su una strada che è un vicolo cieco, bisogna avere il coraggio di cambiare”, conclude Angori.

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